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  • Venerdì 24 Aprile 2026

Caso Crans-Montana, l'affondo di Meloni: "Dalla Svizzera richiesta ignobile, la respingeremo"

La Presidente del Consiglio interviene duramente sull'ipotesi di rimborso per le spese mediche dei ragazzi feriti nel rogo. Tajani rincara la dose: "Non c'è alcuna responsabilità italiana".

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La tensione diplomatica tra Roma e Berna sale ai massimi livelli dopo le indiscrezioni sulla richiesta di pagamento delle cure sanitarie per i giovani italiani coinvolti nel rogo di Crans-Montana.

La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha espresso attraverso i propri canali social una posizione di totale chiusura rispetto alle pretese elvetiche: "Apprendo da notizie di stampa che le autorità svizzere hanno intenzione di chiedere all'Italia il pagamento delle esose spese mediche che l'ospedale di Sion avrebbe sostenuto per i ricoveri, anche di poche ore, di alcuni ragazzi rimasti feriti nell'incendio di Crans-Montana.

Se questa ignobile richiesta dovesse essere formalizzata, annuncio fin da ora che l'Italia la respingerà al mittente e che non le darà alcun seguito", ha dichiarato la premier, che auspica comunque un passo indietro da parte di Berna. 

"Confido nel senso di responsabilità delle autorità svizzere e mi auguro che la notizia si riveli del tutto infondata", ha aggiunto Meloni.

Sulla stessa linea il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che ha liquidato la questione con estrema fermezza: "Mi pare che sia ovvio che non paghiamo". Tajani ha poi spostato l'attenzione sulle cause del disastro, escludendo ogni coinvolgimento diretto delle istituzioni nazionali nelle dinamiche dell'incidente.

"La responsabilità è solo di chi gestiva quel locale e di chi non ha fatto fare i controlli. Non c'è alcuna responsabilità italiana", ha ribadito il titolare della Farnesina, confermando la linea del governo di non dare seguito alle richieste di rimborso svizzere.

La mutua svizzera ha annunciato l'intenzione di chiedere all'Italia il rimborso di 100.000 franchi (circa 108.000 euro) per le cure prestate dall'ospedale di Sion a tre giovani italiani rimasti feriti nell'incendio.

La posizione svizzera è emersa durante l'incontro tra l'ambasciatore italiano a Berna, Gian Lorenzo Cornado, e il presidente del Cantone del Vallese, Mathias Reynard, il quale ha spiegato di non avere margini normativi per abbuonare la cifra.

La risposta dell'Italia, tuttavia, è stata un secco rifiuto basato sulla cooperazione fornita durante l'emergenza. "L'Italia non pagherà le spese sanitarie per i feriti di Crans-Montana, di cui la Svizzera ha intenzione di chiedere il rimborso; il nostro Paese si è fatto carico per settimane della cura di due cittadini svizzeri all'Ospedale Niguarda di Milano e la protezione civile della Valle d'Aosta ha partecipato ai soccorsi con un proprio elicottero nelle prime ore della tragedia: c'è un principio di reciprocità che va rispettato", ha dichiarato con fermezza l'ambasciatore Cornado.

Mentre la politica discute dei costi, arriva una notizia di speranza dal fronte sanitario. Elsa, la studentessa di 15 anni di Biella rimasta gravemente ustionata nel rogo del 31 dicembre, è finalmente fuori pericolo.

Dopo 58 giorni di terapia intensiva al Centro grandi ustionati del CTO di Torino, la giovane è stata trasferita all'ospedale infantile Regina Margherita per l'ultima fase di recupero. La ragazza, arrivata a Torino con ustioni sul 55% del corpo, ha superato momenti drammatici.

"Siamo contenti di poter dire che la fase acuta, la fase a rischio della vita è superata, e adesso inizia la fase degli esiti", ha spiegato il direttore del Centro, Massimo Navissano, precisando che il passaggio in una struttura pediatrica servirà a rendere più "dolce" il rientro a casa.

Commossi i genitori, Lorenzo e Isabella, che hanno lodato l'equipe medica: "È stato un percorso molto difficile: non lo avremmo potuto superare senza l'aiuto di medici, infermieri e oss che ci hanno accompagnati passo per passo nelle nostre paure. Abbiamo lavorato come un team, ora per noi è come lasciare una famiglia".

Elsa ha già ripreso a studiare a distanza con un obiettivo chiaro: non perdere l'anno scolastico e tornare presto alla sua vita di quindicenne.

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