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Nel 2025 nuovo minimo storico per le culle (-3,9%) e fecondità a 1,14 figli: solo l'immigrazione impedisce il calo della popolazione in un Paese dove una famiglia su tre è ormai solitaria.
Nel 2025 nuovo minimo storico per le culle (-3,9%) e fecondità a 1,14 figli: solo l'immigrazione impedisce il calo della popolazione in un Paese dove una famiglia su tre è ormai solitaria.
Il quadro demografico italiano delineato dall'Istat per il 2025 conferma una crisi strutturale senza sosta, con le nascite che crollano a 355mila unità, segnando un pesante -3,9% rispetto all'anno precedente.
Il saldo naturale tra nati e morti tocca un deficit record di 296mila unità, aggravato da una fecondità che scivola ulteriormente a 1,14 figli per donna.
Parallelamente, la struttura stessa della società si trasforma: le famiglie aumentano numericamente fino a 26,6 milioni ma diventano sempre più frammentate e piccole, con una media di 2,2 componenti.
Oggi oltre un terzo dei nuclei è composto da una sola persona, un fenomeno che riguarda il 37,1% delle famiglie, mentre le coppie con figli rappresentano ormai meno del 30% del totale.
Il report evidenzia come il matrimonio non sia più percepito come un passaggio necessario alla genitorialità, con appena 165mila unioni celebrate nel 2025, in calo di 8mila unità. A pesare è soprattutto il crollo del rito religioso, diminuito dell'11,7%.
Nonostante il declino interno, la popolazione totale resta sostanzialmente stabile a quota 58,9 milioni grazie al contributo migratorio: il saldo con l'estero di +296mila unità riesce infatti a compensare quasi integralmente il deficit naturale.
Tuttavia, la composizione interna muta drasticamente, con i cittadini italiani in calo di 189mila unità e quelli stranieri in aumento di 188mila.
L'Italia si conferma un Paese di anziani e grandi vecchi, vantando una delle speranze di vita più alte d'Europa (81,7 anni per gli uomini e 85,7 per le donne), ma con un'età media che sale a 47,1 anni. Mentre la fascia giovanile fino ai 14 anni continua a restringersi perdendo 168mila unità in un solo anno, gli over 65 raggiungono i 14,8 milioni, rappresentando un quarto della popolazione totale.
In forte espansione anche il segmento dei "grandi anziani", con gli ultracentenari che sfiorano quota 25mila, a fronte di una popolazione in età attiva che vede svanire 73mila individui rispetto al 2024.
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