Dieci anni senza Giulio Regeni, 76 università in campo per ricordarlo. I genitori: "Traditi dai governi"

Presentata in Senato l'iniziativa che coinvolgerà 15mila studenti. La rabbia dei genitori: "Egitto spacciato per paese sicuro, ma lì si continua a morire come nostro figlio".

(Prima Notizia 24)
Martedì 31 Marzo 2026
Roma - 31 mar 2026 (Prima Notizia 24)

Presentata in Senato l'iniziativa che coinvolgerà 15mila studenti. La rabbia dei genitori: "Egitto spacciato per paese sicuro, ma lì si continua a morire come nostro figlio".

A dieci anni dalla tragica scomparsa di Giulio Regeni, il mondo accademico italiano si compatta per chiederne la verità.

Questa mattina, presso la Sala "Caduti di Nassirya" del Senato, la senatrice a vita Elena Cattaneo ha presentato l'iniziativa "Le Università per Giulio Regeni": un ciclo di incontri e proiezioni che tra aprile e maggio 2026 coinvolgerà 76 atenei e oltre 15mila persone.

Al centro del progetto, la proiezione del documentario "Giulio Regeni - Tutto il male del mondo", volto a riflettere sulla libertà di ricerca e sulla violazione dei diritti fondamentali.

"Giulio continua a vivere e a 'fare cose' attraverso un movimento di persone che si riconosce nel valore fondamentale della libertà", ha ricordato la Senatrice Cattaneo.

Il decennale è però segnato dall'amarezza della famiglia Regeni verso le istituzioni. "Ci siamo sentiti traditi dai nostri governi, la prima volta è stato nel 2017, poi quando sono state vendute le navi da guerra all'Egitto", ha dichiarato duramente il padre, Claudio Regeni, sottolineando come la vendita di armi sia vietata verso chi non rispetta i diritti umani.

Gli ha fatto eco la madre, Paola Deffendi, criticando i processi di normalizzazione messi in atto da sei diversi esecutivi: "In 10 anni ho visto da tutti processi di normalizzazione, chi più chi meno, prima un dire e poi un fare diverso", ha aggiunto, ricordando con rammarico l'inserimento dell'Egitto tra i "paesi sicuri".

Dure accuse sono arrivate anche dall'avvocata della famiglia, Alessandra Ballerini, che ha puntato il dito contro l'attuale gestione politica: "Questo governo ha fatto tante cose ingiuste rispetto a Giulio, speriamo smetta". Ballerini ha poi ribadito la pericolosità del contesto egiziano, affermando che "l'Egitto non è un paese sicuro: ogni giorno 3 persone su 4 fanno la fine di Giulio".

Nonostante il senso di abbandono da parte della politica, i genitori hanno espresso gratitudine per il sostegno universitario, sperando che il documentario aiuti a proteggere i ricercatori e a mantenere viva la figura di Giulio, descritto come un giovane "generoso, appassionato ed esigente con se stesso", il cui unico obiettivo rimane quello di ottenere verità e giustizia.


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