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- Roma - Martedì 26 Maggio 2026
Edilizia, imprese e sindacati scrivono a Tajani: "Stupiti da dichiarazioni forziste sulle casse edili, scarsa conoscenza delle norme"
Le principali sigle datoriali e i sindacati del comparto delle costruzioni inviano una lettera di fuoco al segretario degli azzurri e ai vertici del partito. Al centro della protesta le parole della responsabile Lavoro, Chiara Tenerini, pronunciate durante un dibattito, accusata di ignorare l'attuale quadro legislativo e di avallare tentativi di indebolimento del sistema del Durc e della legalità nei cantieri.
I vertici delle principali associazioni datoriali e delle organizzazioni sindacali del settore delle costruzioni hanno fatto fronte comune per censurare ufficialmente le ultime prese di posizione politiche espresse da esponenti di primo piano di Forza Italia.
Attraverso una formale e durissima lettera aperta indirizzata al segretario nazionale degli azzurri, Antonio Tajani, ai capigruppo di Camera e Senato e ai coordinatori dei dipartimenti tematici del partito, l'intero comparto edile ha espresso una profonda costernazione per i contenuti emersi durante un recente convegno di settore.
L'origine della frizione istituzionale risiede in una serie di interventi andati in scena in occasione del Festival del Lavoro, nell'ambito di un panel tematico focalizzato sulla gestione delle Casse Edili e organizzato da una singola sigla associativa. Il documento di protesta punta il dito contro l'operato della deputata e responsabile del dipartimento Lavoro del partito, Chiara Tenerini, componente della Commissione Lavoro alla Camera, le cui affermazioni sulla bilateralità contrattuale e sui servizi di welfare integrativo gestiti pariteticamente da imprese e lavoratori non sono state affatto gradite dai firmatari della missiva.
“Abbiamo appreso con rammarico che, venerdì scorso, nell’ambito di un incontro sulle Casse Edili, organizzato all’interno del Festival del lavoro da parte di una Associazione partecipante, non solo venivano diffuse informazioni su tale sistema assolutamente prive di qualsivoglia fondamento, ma anche che un Vostro rappresentante, componente della Commissione Lavoro della Camera, è intervenuto rilasciando dichiarazioni che ci hanno lasciati, a dir poco, stupiti”, esordisce il testo sottoscritto unitariamente dalle parti sociali del mondo dell'edilizia.
I firmatari della nota congiunta rivendicano la solidità scientifica e normativa dell'attuale modello organizzativo, criticando aspramente l'approssimazione tecnica riscontrata nelle tesi degli esponenti forzisti. Le sigle sindacali e imprenditoriali si dichiarano “stupiti in quanto, pur nella consapevolezza e nel rispetto di idee e dinamiche politiche, l’intervento ha dimostrato una scarsa conoscenza delle normative poste a base del sistema Casse edili, in quanto sembrerebbe ignorare non solo il vigente assetto legislativo, anche recentissimo, scaturito da Governi di ogni estrazione politica, ma soprattutto le finalità che il legislatore ha voluto perseguire, negli anni e fino ai giorni nostri, volte a presidiare la regolarità del settore delle costruzioni, affidando ruoli precisi a un sistema che si fonda sull’essenziale principio di terzietà. Proprio per far meglio comprendere questo percorso virtuoso, creatosi, come detto, nel corso degli anni, ci permettiamo di allegare una nota riepilogativa di detta normativa”.
La lettera affronta poi il cuore della contesa politica, respingendo l'idea che la protesta derivi da un timore reverenziale verso le iniziative di altre realtà associative concorrenti e spostando l'allarme sui rischi reali di destrutturazione delle tutele nei cantieri. “E’ di tutta evidenza, pertanto, che – a differenza di quanto asserito nel corso del predetto incontro, ossia che un’Associazione firmataria della presente lettera sia ‘spaventata’ dai continui interventi posti in essere, in più sedi istituzionali, da chi aveva organizzato l’incontro – le Associazioni datoriali e Organizzazioni sindacali firmatarie non si ritengono spaventate, ma sicuramente preoccupate per i numerosi tentativi di prevedere un Durc senza Casse Edili o con le Casse Edili, ma solo se previste dal ccnl applicato dall’impresa. Si tratta, infatti, di azioni volte a minare e destrutturare un sistema faticosamente costruito a tutela della legalità, della corretta concorrenza tra le imprese e dei fondamentali diritti dei lavoratori”, conclude la dura presa di posizione delle parti sociali.
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