Edoardo Favaretti, “Con il Covid abbiamo perso ogni certezza. Ora dobbiamo ricostruire le nostre vite”

Ancora Covid e ancora maledettamente pandemia. Ma come se ne esce? Lo abbiamo chiesto al famoso psichiatra romano prof. Edoardo Favaretti, volto rassicurante di “Storie Italiane, il programma di Eleonora Daniele che spesso lo ospita per chiedergli dei consigli utili alla nostra vita.

(Prima Notizia 24)
Giovedì 24 Febbraio 2022
Roma - 24 feb 2022 (Prima Notizia 24)

Ancora Covid e ancora maledettamente pandemia. Ma come se ne esce? Lo abbiamo chiesto al famoso psichiatra romano prof. Edoardo Favaretti, volto rassicurante di “Storie Italiane, il programma di Eleonora Daniele che spesso lo ospita per chiedergli dei consigli utili alla nostra vita.

-PROFESSOR FAVARETTI, PERCHE LA GENTE HA ANCORA PAURA DEL VIRUS?

Le attuali generazioni sono sempre vissute nel benessere e la parola chiave di questa società era globalizzazione mentre gli unici problemi erano quelli di avere un mondo più “green”. Ci siamo d’improvviso visti privati di ogni certezza e di ogni libertà: il trauma è evidente quanto la paura che la pandemia possa ritornare più forte di prima.

-QUANTO DURERA' QUESTO STATO DI TERRORE?

Questo dipende da noi, da come riusciremo a riprenderci i nostri spazi sociali ma anche mentali

-DUE ANNI DI COVID COME SONO STATI VISTI DA LEI?

Per il sottoscritto sono stati due anni molto intensi: il lavoro si è decuplicato! Ma per le persone che assisto vale il discorso opposto: sono stati due anni di rinunce e di relativo isolamento da cui sono uscite impoverite in ogni senso

-IL COVID COME ALIBI PER RIMANERE SEMPRE PIU' ISOLATI?

Più isolati e anche più diffidenti l’uno dell’altro: non ci abbracciamo più e non possiamo ancora darci la mano, arrivando a sentirci irritati quando sulle scale di casa incrociamo il nostro vicino privo di mascherina: le fasce più deboli, anziani e persone con disabilità pagano come sempre il prezzo più alto.

-ED ORA I VENTI DI GUERRA...NUOVE NEVROSI IN ARRIVO?

La ricerca di un colpevole, di un nemico cui attribuire ogni colpa diventa indispensabile nei momenti di crisi: è un meccanismo psicologico tipico, è sempre stato così e non dipende solo dalla presunta scarsezza di risorse alimentari ed energetiche. Anche all’interno dell’Italia la violenza scaturita dalla contrapposizione tra chi fosse favorevole o meno alla vaccinazione antiCovid è qualcosa di mai visto prima.

-INSOMMA, NON SOLO ANSIOLITICI E IPNOTICI, MA TANTO DIALOGO?

Senza essere frainteso, anche in considerazione che sia le ripetute vaccinazioni come pure la predominanza di varianti meno aggressive del virus originale hanno ammorbidito le conseguenze dell’infezione da Covid-19: direi che è tornato il momento di stare insieme e il dialogo è la chiave vincente.

-COME SE NE ESCE DOTTORE? -UN CONSIGLIO AI GIOVANI SOPRATTUTTO? E AGLI ANZIANI?

Gli anziani, i nostri nonni, sono quelli che hanno ricostruito il Paese dopo la guerra: consiglierei ai giovani di considerare come priorità il tempo da dedicare ad essi, è la chiave per ripartire, recuperare il concetto di famiglia. Durante il lockdown molte coppie sono scoppiate e abbiamo vissuto una vita quasi esclusivamente virtuale: è il momento di tornare ad amare.


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