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  • Roma - Mercoledì 19 Agosto 2026

Eurostat conferma inflazione al 2,9% a luglio. Lagarde (Bce): servono riforme strutturali

Prezzi in lieve rialzo nell'Eurozona. La presidente della Bce al Forum di Ginevra: "L'Europa rimuova le barriere nazionali a imprese e Borse".

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Eurostat ha confermato la stima preliminare del 31 luglio, certificando un incremento dell'inflazione annua nell'Eurozona al 2,9% rispetto al 2,8% rilevato a giugno.

Nell'intera Unione Europea l'indice ha raggiunto il 3%, salendo dal 2,9% del mese precedente. I valori più contenuti sono stati osservati in Svezia (0,3%), Repubblica Ceca (1,3%), Danimarca e Ungheria (entrambe all'1,6%), mentre i picchi più elevati si registrano in Romania (8,2%), Lituania (5,4%), Cipro e Bulgaria (entrambe al 4,4%).

In Italia il dato si attesta al 2,9%, evidenziando una contrazione rispetto al 3% registrato a giugno.

Nel corso del suo intervento al panel dell'International Business Council del Forum economico mondiale a Ginevra, la presidente della Bce Christine Lagarde ha analizzato il quadro macroeconomico escludendo riferimenti alla politica monetaria. L'Europa, il cui modello di crescita post-guerra basato sull'export "si sta sfaldando", dopo l'1,5% di aumento nel 2025 "è continuata a crescere nel 2026 nonostante lo shock energetico" grazie alla spinta dei consumi interni.

Secondo Lagarde, tale fattore può trasformarsi in un propulsore costante a patto di eliminare con tempestività gli ostacoli nazionali che frenano il mercato dei capitali e lo sviluppo dimensionale delle aziende. I tre fondamenti storici dello sviluppo continentale — l'apertura del commercio estero, la competitività della manifattura a media tecnologia favorita dall'energia economica e la solidità dell'ordine internazionale — risultano oggi indeboliti dalle geodinamiche attuali, che "portano maggiore attenzione su dipendenze critiche e colli di bottiglia, mentre l'Europa fronteggia crescenti minacce alla sicurezza ai suoi confini".

Nonostante ciò, il blocco comunitario conserva "sostanziali punti di forza su cui costruire", primo fra tutti un mercato unico di 27 Paesi e 450 milioni di persone che rappresenta "il più largo fra le economie avanzate".

In conclusione, la guida dell'istituto centrale ha rimarcato la disponibilità degli elementi chiave necessari a consolidare l'economia: "abbiamo già molti degli ingredienti necessari per una crescita più solida a lungo termine. Trasformare la dimensione europea in una scala europea aiuterebbe le aziende innovative a crescere nel mercato interno, permetterebbe alle nuove tecnologie di diffondersi più rapidamente e incrementerebbe la produttività. In questo modo, contribuirebbe a rendere la domanda interna un motore di crescita più duraturo".

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