Fondazione Murialdi, il ricordo di un eroe italiano, Luca Attanasio

“A Luca Attanasio, un amico, una persona speciale, il cui sorriso resterà impresso per sempre nella mia memoria e nel mio cuore”.

(Prima Notizia 24)
Martedì 22 Febbraio 2022
Roma - 22 feb 2022 (Prima Notizia 24)

“A Luca Attanasio, un amico, una persona speciale, il cui sorriso resterà impresso per sempre nella mia memoria e nel mio cuore”.

 

Ad un anno dalla sua morte, la Fondazione per il Giornalismo Paolo Murialdi ha presentato venerdì scorso nella sede della Fondazione a Roma il libro di Antonella Napoli Più forte della paura” edito dalla casa editrice All Around, un libro-dossier di altissimo valore giornalistico in cui Antonella Napoli (in alto la dedica che gli fa) ricostruisce il ruolo coraggiosissimo dell’ambasciatore Luca Attanasio, ucciso all’età di 43 anni in un agguato il 22 febbraio del 2021 nella regione congolese del Nord Kivu. “Conoscevo bene Luca- dice Antonella Napoli, condividevamo la passione per l’Africa e l’impegno a tenere alta l’attenzione sui temi dei diritti, soprattutto dei più fragili: i bambini, appunto”.

Ma oggi, per ricordare questo straordinario testimone del nostro tempo, questo servitore dello Stato oltre i confini nazionali, preferiamo farlo riproponendo ai nostri lettori il testo scritto come prefazione al saggio di Antonella Napoli dalla moglie dell’ambasciatore Luca Attanasio, Zakia Seddiki Attanasio, e che è una delle poesie più belle che una donna potesse dedicare al proprio uomo, e a quello che è stato il grande amore della sua vita. Leggiamola insieme.

Caro Luca, sei stato capace di ben rappresentare il corpo diplomatico italiano, l’umanità che si trova in ogni persona, svolgendo fino in fondo il tuo lavoro, con il cuore e grande serietà. Sei stato un esempio, come tutte le persone che danno speranza. Ogni giorno. Ti sei sempre interessato a livello personale e istituzionale dei bambini e delle bambine vittime di sopraffazioni e violazioni dei loro diritti. Bambini che pagano le conseguenze di conflitti, violenza e assenza di giustizia, come i protagonisti di questo libro a cui tenevi tanto. Sei vivo in tanti che combattono ogni giorno per dare un futuro migliore a queste vittime innocenti che non sanno cosa vuol dire essere un bambino. Grazie per il sostegno che hai dato a tanti di loro, che hai dato a me e a Mama Sofia. Sono di origini africane e insieme abbiamo fatto squadra a livello diplomatico in Africa.

Ho dato vita a Mama Sofia e me ne sono presa cura come fosse un bambino nato in Congo dove, tu, mio marito, e padre delle nostre bimbe, non sei più tornato a casa. Ma il mio impegno non è mai venuto meno e continua. Non si può interrompere la violenza con altra violenza. C’è chi crede nella pace e può combattere e insegnare a vivere in pace. Il bene vince sempre sul male.

Io lo vivo sulla mia pelle. Mama Sofia è sempre operativa, al fianco di tanti bambini e donne a cui abbiamo dato speranza.

È mia responsabilità continuare, perché loro non hanno ucciso Luca, Vittorio e Mustapha e tanti altri. L’Africa che conosco è felicita e allo stesso momento tristezza. Le risorse del Congo, gli interessi intorno ad esse, producono la povertà di cui i bambini sono le prime vittime. Dobbiamo sentire nostri i bambini del mondo in difficoltà, senza genitori, e proteggerli. Anche le autorità, i politici, devono essere “genitori”.

La prima soluzione per l’Africa e gli africani è la pace tra africani. Basta parlare di tribù, di sud e di nord, basta creare differenze. Basta “loro e noi”.

Bisogna impegnarsi affinché ci sia un solo NOI. Imparare a essere uguali. Se mettiamo insieme bambini piccoli di colori diversi e religioni diverse, possono, sanno, essere felici. Siamo noi adulti che dobbiamo capire che la differenza ci rende più ricchi. Con il rispetto e con l’amore si può dare una mano a chi ne ha bisogno.

Siamo tutti esseri umani e non dobbiamo permettere a nulla e a nessuno di toglierci la nostra umanità. 9 Il potere è prima di tutto responsabilità, implica per chi lo esercita essere un esempio per gli altri. Bisogna investire sui bambini, che sono il futuro. Ognuno di noi deve impegnarsi per dar loro il diritto a studiare, alla salute, all’amore.

Oggi, con questo libro, ribadiamo “basta violenza”, lanciamo un appello a impegnarci tutti per la giustizia e la pace. Nel mio piccolo non mi fermerò. Mi impegno personalmente a portare ovunque un messaggio di pace e a combattere il male con il bene. Vorrei lasciare un futuro bello ai bambini del mondo, a cominciare dalle mie tre bimbe che stanno crescendo nella memoria del padre che ha svolto il suo lavoro, fino in fondo, con serietà e amore. Luca Attanasio è un esempio della diplomazia seria, affidabile e concreta. Non si risolvono i problemi da casa.

Ci vuole impegno nei luoghi, prima di ogni cosa bisogna toccare con mano questi problemi, viverli, e soprattutto è necessaria tanta comunicazione per arrivare alle popolazioni.

Luca lo ha fatto con tutto il suo impegno perché ci credeva e io continuerò a ridisegnare il mondo come l’ho abbiamo sognato insieme: in pace e senza violenza. Grazie ad Antonella Napoli per il suo coraggio e il suo impegno quotidiano a condividere la sua esperienza e a illuminare le realtà difficili nel mondo, spesso oscurate, dimenticate. Salvare il mondo dalla violenza e responsabilità di ciascuno di noi, come rispettare e amare il prossimo”. (Zakia Seddiki Attanasio)


Dire che è una lettera bellissima è dire molto poco, ed è molto meno di quanto in realtà questo “Uomo di Stato” non abbia rappresentato per tutti noi laggiù dove lo avevano mandato a servire il Paese che tanto amava. Grazie Zakia, per averci aiutato oggi a conoscerlo meglio. E grazie alla Fondazione Murialdi, per aver dedicato un momento così solenne a Luca Attanasio e alla sua storia di grande impegno civile.

 


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