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  • Firenze - Venerdì 29 Maggio 2026

Heysel, 41 anni dopo il ricordo della Figc: “Le vittime furono molte più di 39”

A Coverciano (Fi), il Museo del Calcio ha esposto una maglia simbolica e organizzato un incontro dedicato alla memoria e all’educazione civico-sportiva.

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A quarantuno anni dalla tragedia dell’Heysel, il presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio, Gabriele Gravina, ha ricordato le vittime del disastro avvenuto il 29 maggio 1985 allo stadio di Bruxelles, poco prima della finale di Coppa dei Campioni tra la Juventus e il Liverpool FC.

Nel suo messaggio commemorativo, Gravina ha sottolineato come il bilancio ufficiale di 39 morti non riesca a rappresentare pienamente la portata umana di quella tragedia. "Le vittime di quella terribile strage sono state molte di più di quelle elencate nella lapide posta sotto il Settore Z", ha affermato, ricordando il dolore che colpì famiglie e comunità coinvolte in uno degli eventi più drammatici della storia del calcio europeo.

Il presidente federale ha ribadito l’importanza di custodire la memoria di quanto accaduto, non solo per onorare chi perse la vita, ma anche per trasmettere alle nuove generazioni il valore della sicurezza e del rispetto negli eventi sportivi. "Lo sport è festa, gioia e condivisione", ha dichiarato Gravina, aggiungendo che chi utilizza la violenza non deve trovare spazio negli impianti sportivi. "Ogni tifoso ha il diritto di vivere l’emozione di una partita in piena sicurezza".

Per commemorare l’anniversario, il Museo del Calcio di Coverciano ha esposto all’ingresso del percorso museale la maglia azzurra numero 39, simbolo del ricordo delle vittime. Si tratta della stessa maglia deposta dalla Nazionale italiana allo stadio Heysel di Bruxelles nel 2015, in occasione dell’amichevole disputata contro il Belgio.

La giornata è stata inoltre accompagnata dall’incontro “Nel ricordo dell’Heysel: memoria ed educazione civico-sportiva”, organizzato presso il Museo del Calcio. All’iniziativa hanno partecipato il presidente della Fondazione Museo del Calcio, Matteo Marani, il presidente dell’Associazione fra i familiari delle vittime dell’Heysel, Andrea Lorentini, e il giornalista Roberto Beccantini.

Particolare attenzione è stata dedicata ai giovani, con la partecipazione degli studenti dell’Istituto alberghiero Saffi di Firenze. Un segnale della volontà di trasformare il ricordo in un’occasione di educazione civica e sportiva, affinché tragedie come quella dell’Heysel restino impresse nella memoria collettiva e non si ripetano mai più.

La strage dell’Heysel rappresenta ancora oggi una delle pagine più dolorose del calcio mondiale e continua a essere un monito contro ogni forma di violenza negli stadi, nel nome dei valori autentici dello sport e del rispetto della vita umana.

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