
- Prima Notizia 24
- Milano - Mercoledì 15 Luglio 2026
Inchiesta arbitri: la Procura di Milano chiede l'archiviazione per Rocchi e l'Inter
I pm escludono la frode sportiva sulle designazioni: "Singole interferenze ma nessun sistema strutturato".
La Procura di Milano ha chiesto l'archiviazione per l'ex designatore arbitrale Gianluca Rocchi, indagato per concorso in frode sportiva nell'ambito dell'inchiesta sulle designazioni dei direttori di gara per quattro partite, tra cui il match Torino-Inter della stagione da poco conclusa.
L'ipotesi iniziale degli inquirenti, ormai tramontata, ipotizzava che le nomine arbitrali fossero legate al gradimento o meno da parte del club nerazzurro. Al termine di due anni di indagini approfondite, i magistrati milanesi hanno concluso che non vi fu alcuna combine. Ciononostante, la Procura ha disposto la trasmissione degli atti alla giustizia sportiva e alla Procura Generale del Coni per valutare eventuali profili di illecito disciplinare.
Parallelamente, è stato trasmesso alla Procura di Monza il capitolo d'indagine relativo alle cosiddette "bussate" alla sala Var di Lissone. Nell'ambito dello stesso procedimento, è emerso che anche la società Inter era stata recentemente iscritta nel registro degli indagati ai sensi della legge sulla responsabilità amministrativa degli enti (D.Lgs. 231/2001).
Per il club milanese, i pubblici ministeri hanno contestualmente disposto l'archiviazione. Nelle contestazioni originarie, ormai cadute, i pm ipotizzavano che Rocchi avesse pilotato le assegnazioni arbitrali "in concorso con esponenti della società sportiva Inter" rimasti non individuati.
La decisione di chiudere il filone investigativo penale senza procedere ad alcuna richiesta di rinvio a giudizio è stata dettagliata direttamente dal procuratore capo di Milano, il quale ha voluto tracciare una netta linea di demarcazione tra le condotte inopportune e i veri e propri reati sportivi.
La richiesta di archiviazione ricostruisce la "sussistenza storica dei singoli episodi di interferenza ipotizzati", ma "non ravvisa un sistema strutturato volto a interferire sulle nomine. L'istanza distingue tra la frode sportiva penalmente rilevante, che presuppone condotte fraudolente, astrattamente idonee e volte a incidere sulla regolarità della singola gara, dalle condotte di interferenza oggettivamente prive di tali caratteristiche", si legge nella nota ufficiale firmata dal procuratore Marcello Viola.
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24















