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- Roma - Mercoledì 3 Giugno 2026
L'ambasciatore israeliano: "Attrito con Tajani, manca equità sulla sofferenza dei popoli di Israele e Libano"
Peled ha evidenziato divergenze con il ministro degli Esteri italiano, sottolineando la mancanza di reciprocità nel racconto della crisi umanitaria e segnando un momento di freddezza nelle relazioni bilaterali.
Le complesse dinamiche militari nel quadrante mediorientale continuano a far registrare profonde ripercussioni anche sul piano dei rapporti bilaterali tra l'Italia e lo Stato ebraico, provocando una vistosa incrinatura nei canali di comunicazione formale.
Nel corso di un incontro di approfondimento organizzato con gli organi di informazione a Roma per fare il punto sulle operazioni belliche, il capo della rappresentanza diplomatica di Tel Aviv in Italia, Jonathan Peled, ha espresso parole di forte insoddisfazione e aperto dissenso nei confronti delle recenti prese di posizione assunte dai vertici della Farnesina.
Al centro delle critiche vi è la gestione comunicativa dell'esecutivo italiano, giudicata sbilanciata e non equa nel pesare i disagi e i traumi patiti dalle rispettive popolazioni civili coinvolte nel conflitto transfrontaliero.
L'ambasciatore israeliano ha esplicitato la natura delle frizioni in corso, chiamando direttamente in causa il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri italiano. “Ho avuto alcune divergenze con il ministro degli Esteri italiano, perché le sei dichiarazioni includono sempre la sofferenza del popolo libanese, e non c'è dubbio che il popolo libanese stia soffrendo, ma non c'è l'equivalenza nel riportare anche la sofferenza delle comunità israeliane, che noi invece cerchiamo sempre di sottolineare”, ha puntualizzato Peled davanti alla platea dei cronisti, evidenziando una percepita mancanza di reciprocità nel racconto della crisi umanitaria.
Il diplomatico non ha nascosto la gravità della situazione corrente, confermando che la differente sensibilità politica e narrativa ha generato una vera e propria frattura formale tra la missione diplomatica e i dicasteri romani. “E questo è un motivo di scontro anche con il ministro degli Esteri italiano” ed “è motivo di attrito che abbiamo con il governo italiano”, ha concluso in modo netto l'alto funzionario dello Stato ebraico, cristallizzando una fase di evidente e complessa freddezza nelle tradizionali relazioni storiche e di cooperazione tra le due nazioni.
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