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  • Roma - Lunedì 1 Giugno 2026

La Francia ferma un'altra petroliera russa. Mosca attacca: "Atto al limite della pirateria"

Il presidente Macron ha difeso l'operazione, sottolineando la necessità di fermare il finanziamento della guerra in Ucraina. La Russia ha condannato l'azione, minacciando ritorsioni diplomatiche.

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Le acque internazionali dell'Oceano Atlantico si trasformano nell'ennesimo terreno di scontro frontale e diretto tra le forze della coalizione occidentale e la Federazione Russa.

Durante la giornata di domenica, le unità d'élite della Marina militare francese hanno portato a termine un nuovo e spettacolare blitz d'abbordaggio, intercettando e bloccando una nave cisterna carica di greggio battente bandiera russa. L'operazione aeronavale, condotta in alto mare, si è avvalsa della cooperazione tattica di diverse potenze alleate, tra le quali ha ricoperto un ruolo di primo piano il contingente navale del Regno Unito.

A ufficializzare l'esito della missione e a tracciarne i confini politici è stato lo stesso capo dell'Eliseo attraverso un intervento condiviso sulla piattaforma X. Il presidente francese Emmanuel Macron ha rivendicato con fermezza la legittimità dell'azione d'interdizione, accompagnando il testo con i fotogrammi dei pattugliatori in azione attorno al mercantile. "È inaccettabile che le navi eludano le sanzioni internazionali, violino il diritto del mare e finanzino la guerra che la Russia sta conducendo contro l'Ucraina da oltre quattro anni", ha scandito il leader transalpino, collegando il fermo della rotta petrolifera alla necessità di prosciugare le risorse finanziarie che alimentano il conflitto est-europeo.

Per i comandi di Parigi si tratta del quarto intervento di blocco marittimo della medesima tipologia eseguito negli ultimi mesi contro il trasporto illegale di idrocarburi.

La reazione dei vertici politici della Federazione Russa non si è fatta attendere, affidando alle agenzie di Stato una netta e speculare condanna dei metodi adottati dalle navi da guerra europee. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha espresso la totale contrarietà del governo di Mosca rispetto a quella che considera una pesante intromissione nei corridoi di navigazione commerciale, paventando il rischio di ritorsioni sul piano diplomatico.

Secondo quanto riportato dall'agenzia Tass, l'esponente russo ha bocciato categoricamente le motivazioni addotte dall'Eliseo con parole durissime: "Consideriamo tali azioni illegali, esse rasentano la pirateria internazionale". Il caso solleva nuovamente il tema della gestione delle acque internazionali e della legittimità delle misure di blocco applicate alle rotte commerciali della flotta russa.

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