
- Prima Notizia 24
- Roma - Venerdì 14 Agosto 2026
Le opposizioni attaccano Meloni: "Racconta un Paese che non c'è, vive nel Truman show"
Il centrosinistra replica all'intervista della premier a Milano Finanza: "Descrive un'Italia che esiste solo nella sua immaginazione, il Paese reale arranca da tre anni".
Esplode il confronto politico di mezza estate sui conti e sulle prospettive economiche del Paese. A scatenare la reazione compatta delle opposizioni è una lunga intervista rilasciata dalla premier Giorgia Meloni a Milano Finanza, nella quale la presidente del Consiglio promuove l'operato dell'esecutivo sostenendo che l'Italia stia "tenendo bene" e rivendicando stime di crescita "superiori alle previsioni".
La lettura fornita dalla premier viene radicalmente respinta dal centrosinistra. Il responsabile Economia del Partito Democratico, Antonio Misiani, accusa la capo del governo di vedere "un’Italia che esiste solo nella sua immaginazione, come un grande Truman Show. Peccato che gli italiani, nel frattempo, debbano fare i conti con quella vera, che nei quasi quattro anni di governo della destra è decisamente peggiorata". Misiani evidenzia come "nel 2022 il PIL italiano era aumentato del 4,8% mentre da tre anni arranca sotto l’1%, nonostante il PNRR".
Per Arturo Scotto (Pd) il racconto della presidente appartiene addirittura "al genere letterario del romanzo distopico", mentre il capogruppo di Avs al Senato, Peppe De Cristofaro, affonda: nell’intervista la premier "racconta di un paese che non c’è" mentre la realtà è che da quando governa l'Italia "è peggiorata e gli italiani se ne stanno accorgendo a proprie spese".
Sulla stessa linea il vicepresidente M5S Mario Turco: "Meloni sostiene che l’Italia sia ‘più forte di prima’. Ma più forte per chi? Sicuramente per le banche, che hanno registrato profitti record. Per i grandi gruppi energetici, che hanno accumulato enormi extraprofitti mentre famiglie e imprese pagavano bollette sempre più pesanti. E per l’industria delle armi, alla quale questo Governo continua a destinare ingenti e crescenti risorse".
Nelle dichiarazioni a Milano Finanza, la premier aveva tracciato un bilancio positivo, evidenziando come "l’economia italiana sta tenendo bene…i dati dei primi due trimestri 2026 sono incoraggianti", sottolineando la crescita del PIL pro-capite di quasi 4.500 euro dal 2022 e ricordando che "il dato relativo alla crescita 2023 è stato rivisto al rialzo e portato dal +0,7% al +1% nel settembre 2025. Non so se questo è dovuto al fatto che venga sottovalutato il governo o se viene sottovalutata la capacità del Sistema Italia".
Meloni si era detta fiduciosa di poter "uscire dalla procedura d’infrazione", aggiungendo che l'obiettivo "avremmo potuto già raggiungerlo, se non avessimo dovuto fare i conti col peso del Superbonus", definito "un disastro che il governo Pd-M5S ha abbattuto sui conti e che ha sottratto decine di miliardi di euro a scuola, sanità, servizi e infrastrutture".
Per il futuro, la premier ha promesso di "utilizzare al meglio le risorse aggiuntive ora disponibili sul fronte energia – parliamo di 14 miliardi di euro in più nel prossimo biennio – per mitigare l’impatto dell’aumento dei prezzi sulle famiglie vulnerabili e sulle imprese, ma più in generale di tutti gli italiani", puntando a "fare certamente di più per alleggerire ancora il carico fiscale sul ceto medio, che sostiene l’Italia e va premiato", pur rimarcando che "ogni anno, tra taglio del cuneo e tagli dell’Irpef, rimettiamo 21 miliardi nelle tasche degli italiani".
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