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- Roma - Mercoledì 22 Luglio 2026
Libri, ‘THC. Storie di tetraidrocannabinolo’: nei 12 racconti di Cicinelli il riscatto narrativo degli ultimi
Il giornalista e scrittore romano dà voce alle periferie fisiche ed esistenziali in una raccolta senza retorica né morale. Già in cantiere un nuovo romanzo sul mondo dell'ex estremismo.
Dodici racconti per dare spazio a chi solitamente rimane ai margini delle cronache e della società. È questo il cuore di ‘THC. Storie di tetraidrocannabinolo’, la seconda opera del giornalista e scrittore romano Gianluca Cicinelli (classe 1962). Il volume mette al centro figure dimenticate, in perenne ricerca di sé e in grado di “trasformare il disastro in aneddoto e di riderci su”.
In questo quadro, il sostrato chimico evocato dal titolo non rappresenta il tema portante dell'opera, bensì la lente attraverso cui le vicende dei vari protagonisti prendono forma. Dalla fuga in Marocco che sfuma nella leggenda, passando per una festa di quartiere che cela un cadavere fino a un singolare studio sociologico sugli spacciatori, la raccolta attinge anche dall'esperienza diretta maturata dall'autore come operatore socio-sanitario, ritraendo una Roma di periferia fisica e mentale. Un filo conduttore impersonato da figure ricorrenti come ‘Mario il perso’, sintesi di complessi "pasticci chimici" e di una costante ricerca di senso.
In merito alla nascita e al senso dell'opera, Cicinelli rivendica apertamente la propria scelta di campo a favore dei vinti: “Io sto con i perdenti proprio come impostazione, viva coloro che si fermano e non rinunciano a essere umani solo perché prendono botte e schiaffi dalla vita. Tutti i personaggi cercano un senso anche se non lo trovano, trasformano il disastro in aneddoto”.
Per lo scrittore, l'esigenza primaria è stata quella di colmare un vuoto di rappresentazione: “C’è una varietà umana che normalmente non trova rappresentazione”, evidenzia Cicinelli, spinto dal desiderio di “dare una dignità narrativa a personaggi che sono spariti dalle nostre cronache di giornalisti e dalla rappresentazione dello spettacolo”.
L'operazione punta dunque a ribaltare la percezione comune e i pregiudizi sui soggetti marginali: “La gente di cui parlo non ha neanche più le sedie dove sedersi, si incontra in posti e piazze di cui nessuno parla più, partiti compresi. Posizionarli all’interno della narrativa italiana era una sfida, volevo rendere simpatici coloro che per strada allontaneresti ed eviteresti”.
Una prospettiva volutamente priva di intenti edulcoranti o edificanti: “Questi personaggi sono di fatto degli sbandati, sono persone ai margini, è un modo per guardare di sbieco quelli che stanno al mondo. Non sono eroi e non c’è una morale”.
Chiusa la parentesi della raccolta di racconti, l'autore sta già lavorando a una nuova opera di impianto narrativo differente. Il prossimo libro sarà un romanzo incentrato su una complessa figura del passato politico italiano: “Il protagonista è un ex estremista di sinistra che ha rotto un po’ con tutti ma è costretto a rivolgersi ai suoi ex amici per uscire da una situazione in cui lo hanno cacciato i servizi segreti. Nel finale dovrà decidere da che parte stare”, anticipa Cicinelli.
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