Ultim’ora

Primo Piano

  • Prima Notizia 24
  • Palermo - Lunedì 13 Luglio 2026

Mafia, Palermo: blitz dei Carabinieri ferma la "banda dei kalashnikov". Meloni oggi in città: "Contro la criminalità nessun passo indietro"

Ordini dal carcere via WhatsApp per dare fuoco alla "Sicily By Car".

Condividi questo articolo

Maxi operazione antimafia a Palermo. I Carabinieri del Comando Provinciale, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia guidata dal procuratore Maurizio de Lucia, hanno eseguito un provvedimento di fermo nei confronti di 22 persone (a 7 delle quali l'atto è stato notificato direttamente in carcere). Gli indagati sono ritenuti responsabili, a vario titolo e in concorso, dell'escalation criminale che dal novembre 2025 ha colpito il territorio del mandamento mafioso di Tommaso Natale-San Lorenzo. A 9 di loro vengono contestati i reati di estorsione, tentata estorsione e detenzione illegale di armi da guerra, con l'aggravante mafiosa.

L'inchiesta costituisce la seconda fase di un'indagine che a giugno aveva già portato al fermo di 8 giovani per il racket delle estorsioni. Altre 6 persone sono invece accusate di far parte di un'organizzazione dedita al traffico di cocaina, hashish e marijuana nei quartieri di San Lorenzo e Zen 2, con la disponibilità di un vero e proprio arsenale.

Le indagini hanno svelato che tra i mandanti dei raid terroristici figurava Salvatore Verga, trafficante di droga di 36 anni, il quale, nonostante fosse detenuto nel carcere di Trani, impartiva ordini all'esterno tramite uno smartphone introdotto illegalmente in cella. Gli investigatori hanno analizzato il cellulare di un complice, Salvatore Piazza, il quale aveva memorizzato il numero del detenuto contrassegnandolo con l'emoticon di due bombe. Tra i messaggi whatsapp intercettati, risalenti al 25 maggio 2026, Verga ordinava a Piazza di colpire la sede della società "Sicily By Car", autorizzandolo a reclutare complici: "Dm prenditi questo impegno fra. Prenditi ki vuoi. L'importante ke bruciaaa tuttooo".

Sul fronte del racket, solo due vittime hanno denunciato. Un imprenditore ha confermato di aver subito una richiesta di pizzo iniziale di 5.000 euro, poi ridotta a 3.000 euro e versata in due rate, consegnando i video dell'estorsione. Le immagini hanno blindato le accuse contro Andrea Perugia (cliente abituale della vittima) e Massimiliano Clemente, i quali avevano minacciato l'esercente intimandogli di "mettersi a posto" e aggiungendo: "Sai cosa sta succedendo agli altri".

Sul blitz è intervenuta l'associazione Addiopizzo, che ha lodato i pochi che hanno reagito e ha invitato i commercianti a denunciare in massa, sottolineando tuttavia la necessità che la politica investa contro la povertà e il degrado dello Zen per frenare l'illegalità.

La sferzata dello Stato coincide con la visita a Palermo della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, attesa nel pomeriggio al Museo del presente "Giovanni Falcone e Paolo Borsellino" per lo svelamento della Fiat Croma della strage di Capaci. "Oggi a Palermo, anche per presiedere il Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica", ha annunciato sui social la premier. "A pochi giorni dal 34° anniversario della strage di via D'Amelio, il messaggio dello Stato è uno solo: contro la criminalità organizzata nessun passo indietro. Grazie alla magistratura e alle Forze dell'ordine per aver fermato la banda dei Kalashnikov. La legalità è la strada".

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24

iscriviti alla newsletter PN24

Ricevi aggiornamenti, notizie, direttamente sulla tua casella email iscrivendoti alla newsletter settimanale Prima Notizia 24.

Iscriviti