
- Prima Notizia 24
- Roma - Venerdì 5 Giugno 2026
Medio Oriente, Netanyahu congela il voto sulla tregua in Libano: "Attualmente non c'è l'intesa". Hezbollah rifiuta i termini Usa
Le Forze di difesa israeliane intensificano gli attacchi in Libano, causando vittime civili. Inoltre, Israele avrebbe dislocato unità militari in Azerbaigian per operazioni contro l'Iran, mentre Teheran esclude un incontro tra i leader.
I canali della diplomazia internazionale per una sospensione delle ostilità sul fronte settentrionale fanno registrare una brusca frenata. Durante una tesa riunione del gabinetto di governo a Tel Aviv, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha bloccato le richieste di diversi ministri che, criticando la fragilità delle intese preliminari, pretendevano di sottoporre a votazione formale l'ultima versione del piano di cessate il fuoco sviluppato con la mediazione degli Stati Uniti.
Stando a quanto rivelato dalla testata giornalistica Ynet, il capo dell'esecutivo ha spento sul nascere il dibattito interno, motivando il proprio rifiuto con la mancata adesione della controparte sciita alle condizioni poste nel documento: “Al momento non c'è alcun accordo”, evidenziando poi la rigidità della milizia libanese: “Hezbollah si oppone, quindi non prenderò una decisione”.
Parallelamente allo stallo nelle stanze del potere, la pressione militare delle Forze di difesa israeliane (Idf) si è intensificata sul campo attraverso massicci attacchi mirati condotti da velivoli a guida remota. Secondo i resoconti del quotidiano di Beirut L'Orient-Le Jour, i droni dello Stato ebraico hanno preso di mira la viabilità nel sud del Libano uccidendo tre civili.
Una prima offensiva ha centrato una vettura a el-Houch, periferia di Tiro, mentre un secondo raid ha colpito un mezzo su Berry Avenue, arteria di collegamento tra Nabatiye e Kfarremmane. Tra le vittime dell'attacco nell'area di Nabatiye figura anche Alaa al-Dabaq, personaggio molto conosciuto sul web per i suoi video pubblicati su TikTok.
Questi decessi aggravano il bilancio delle ultime ore che, secondo il Ministero della Sanità libanese, contava già dodici morti in vari distretti, compresi quattro decessi e sette feriti in un bombardamento nei pressi del nosocomio Jabal Amel a Tiro.
Sul fronte terrestre, il braccio armato di Hezbollah ha dichiarato di aver intercettato e respinto l'avanzata delle colonne blindate israeliane, impegnate nel tentativo di allargare i confini dell'invasione nel settore centrale. Il movimento sciita ha documentato due distinti agguati nel distretto di Bint Jbeil, precisamente a Wadi Hujeir e a Ghanduriye, rivendicando l'efficacia delle proprie contromisure balistiche: “Le forze occupanti sono state colpite da razzi”, un fuoco di sbarramento che avrebbe costretto i reparti di Tel Aviv a ripiegare verso le posizioni di partenza a sud.
Lo scacchiere del conflitto si allarga su scala regionale coinvolgendo nuove aree geografiche e alleanze strategiche. Un'inchiesta esclusiva diffusa dall'emittente statunitense Cnn, basata sulle rivelazioni di quattro fonti qualificate, ha svelato che Israele avrebbe dislocato clandestinamente unità militari e nuclei di intelligence d'élite all'interno del territorio dell'Azerbaigian.
L'operazione rientrerebbe in una rete di avamposti segreti distribuiti nel quadrante mediorientale per supportare le incursioni e i sabotaggi contro la Repubblica Islamica. Le forze speciali israeliane avrebbero operato da installazioni situate nell'Azerbaigian meridionale, a ridosso della frontiera iraniana e a una distanza di appena 96 chilometri dalla città di Tabriz, conducendo missioni di ricognizione e guidando attacchi con droni d'attacco.
In questo clima di forte contrapposizione, l'Iran ha spento le speranze di un rapido disgelo ventilato dalla nuova presidenza americana. Il ministro degli Esteri di Teheran, Abbas Araghchi, nel corso di un'intervista concessa alla televisione libanese Al-Mayadeen, ha respinto l'ipotesi di un faccia a faccia tra Donald Trump e la nuova guida suprema Mojtaba Khamenei: “Ho visto un articolo che lasciava intendere che lui fosse disposto a un incontro o desiderasse organizzarne uno, ma penso che dobbiamo essere realisti”.
Il capo della diplomazia iraniana ha inoltre spiegato che il nuovo leader religioso, succeduto al padre Ali rimasto ucciso lo scorso 28 febbraio nei pesanti raid israelo-statunitensi, è costretto a mantenere il massimo riserbo e a evitare “una presenza pubblica più significativa” per stringenti “ragioni di sicurezza”, confermando i motivi per cui l'erede spirituale non si è ancora mostrato in pubblico dal momento del suo insediamento a inizio marzo.
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24















