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- Roma - Lunedì 1 Giugno 2026
Medio Oriente: Rubio sente Aoun e Netanyahu, pressing di Washington per il cessate il fuoco tra Israele ed Hezbollah
Le mediazioni interne non hanno avuto successo, con resistenze da parte di componenti governative. Washington critica Hezbollah per seguire gli ordini iraniani, sottolineando che la sicurezza della popolazione libanese dipende dal disarmo immediato del gruppo.
La strategia elaborata da Washington subordina l'interruzione delle operazioni belliche a una precisa e sequenziale assunzione di responsabilità da parte della fazione filo-iraniana.
A rivelare la linea della Casa Bianca è stato un alto funzionario statunitense, che ha illustrato i contenuti dei colloqui appena intercorsi tra i leader chiarendo che Hezbollah deve cessare il fuoco per primo.
"Per far progredire questi colloqui, gli Usa hanno proposto un piano chiaro: Hezbollah deve porre fine a tutti i suoi attacchi. In cambio, Israele si asterrà da qualsiasi escalation a Beirut", ha spiegato la fonte diplomatica, delineando i contorni del compromesso bilaterale messo sul tavolo della trattativa.
Una visione che si scontra tuttavia con le pretese del movimento sciita, il quale continua a pretendere che sia lo Stato ebraico a sospendere per primo le incursioni e i bombardamenti aerei.
Le manovre di mediazione interne alle istituzioni libanesi non hanno al momento prodotto la svolta auspicata, incontrando forti resistenze nelle componenti governative vicine ai movimenti ribelli. In base a quanto riferito dal portavoce dell'amministrazione americana, il capo dello Stato libanese Aoun ha cercato attivamente di favorire l'accettazione della proposta statunitense, scontrandosi però con l'ostruzionismo della presidenza del Parlamento, espressione dei medesimi ambienti politici.
Durante i confronti, infatti, "la risposta del presidente dell'Assemblea Nazionale Nabih Berri è stata evasiva e deludente", ha constatato con rammarico il funzionario, ponendo l'accento sulla forte saldatura ideologica tra l'alleato parlamentare e il braccio armato dei miliziani.
La valutazione strategica formulata da Washington resta fortemente critica nei confronti dei vertici del movimento combattente, accusati di agire esclusivamente come terminale operativo degli ordini e degli interessi geopolitici dell'Iran, a scapito della sicurezza della stessa popolazione locale.
Nelle analisi del Dipartimento di Stato, "Hezbollah segue le direttive di Teheran. Chiaramente non ha alcun interesse per il benessere del popolo libanese". La Casa Bianca ha quindi ribadito che la risoluzione della crisi e la fine dei patimenti per la popolazione non possono prescindere da una scelta unilaterale e immediata di disarmo temporaneo: "Il modo più rapido per allentare la tensione e proteggere i civili da entrambe le parti è che Hezbollah cessi immediatamente di sparare", ha concluso l'esponente dell'amministrazione d'oltreoceano.
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