Ultim’ora

Primo Piano

  • Prima Notizia 24
  • Martedì 21 Aprile 2026

Missione Voyager 1: spento un altro sensore per sfidare il tempo nello spazio interstellare

La NASA disattiva lo strumento LECP per guadagnare un anno di autonomia. In estate l'azzardo dell'operazione "Big Bang" per salvare la sonda record.

Condividi questo articolo

La leggendaria sonda Voyager 1 continua la sua solitaria navigazione oltre i confini del Sistema Solare, ma per farlo deve scendere a nuovi, drastici compromessi. Il 17 aprile, i tecnici del Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA hanno inviato il comando per spegnere il Low-energy Charged Particles Experiment (LECP), uno strumento fondamentale che dal 1977 analizzava elettroni, ioni e raggi cosmici.

Si tratta dell'ottavo dispositivo disattivato a bordo nel tentativo disperato di razionare la pochissima energia rimasta e garantire alla sonda almeno un ulteriore anno di vita operativa. Alimentata da un generatore termoelettrico a radioisotopi che converte il calore del plutonio in elettricità, la Voyager 1 perde circa 4 watt di potenza ogni anno.

Dopo quasi mezzo secolo di attività, i margini di manovra sono ridotti all'osso, aggravati da un calo di tensione imprevisto registrato lo scorso febbraio.

Come ammesso da Kareem Badaruddin, responsabile della missione, spegnere la strumentazione scientifica non è mai una scelta ideale, ma rappresenta attualmente l'unica via per evitare che la prima sonda interstellare dell'umanità si spenga definitivamente. Tuttavia, c'è ancora una speranza per riaccendere alcuni dei sensori dormienti.

Il team della NASA sta infatti preparando un'operazione ad alto rischio denominata "Big Bang", prevista per l'estate 2026. Questo intervento mira a riorganizzare l'intero assetto energetico di bordo, sostituendo i componenti più energivori con alternative a basso consumo.

La complessa procedura verrà testata tra maggio e giugno sulla "sorella" Voyager 2 — più vicina e con riserve energetiche leggermente superiori — prima di essere replicata sulla Voyager 1 non prima di luglio. Se l'esperimento avrà successo, la missione interstellare potrebbe ricevere un'insperata estensione temporale, continuando a inviare dati dal cuore della nostra galassia.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24

iscriviti alla newsletter PN24

Ricevi aggiornamenti, notizie, direttamente sulla tua casella email iscrivendoti alla newsletter settimanale Prima Notizia 24.

Iscriviti