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- Catania - Lunedì 1 Giugno 2026
Misterbianco (Ct): morta la donna aggredita a martellate dal marito
Dopo 48 ore di agonia, la donna è deceduta all'ospedale Garibaldi di Catania. L'aggressore, un cinquantatreenne, è stato arrestato grazie alla segnalazione di una delle figlie. Ora, la Procura di Catania modificherà l'accusa da tentato femminicidio a femminicidio consumato, mentre l'uomo rimarrà in custodia cautelare.
Si è conclusa nel modo più tragico la disperata resistenza medica per salvare la vita di Alessandra Bruno, la quarantanovenne aggredita in casa a martellate dal marito: la donna è deceduta presso i reparti d'emergenza dell'ospedale Garibaldi Centro di Catania, dopo aver lottato per quarantotto ore contro i gravissimi traumi riportati.
Secondo la ricostruzione avanzata dagli inquirenti, la donna era stata selvaggiamente picchiata dal marito nell'appartamento di famiglia situato nel popoloso quartiere Belsito, nel territorio periferico di Misterbianco; l'aggressore l'avrebbe colpita ripetutamente alla testa utilizzando un oggetto pesante che i magistrati della Procura hanno identificato in un martello.
L'intervento delle forze dell'ordine era scattato nell'immediatezza del dramma grazie alla prontezza di una delle figlie della coppia, la quale aveva contattato il numero di emergenza 112 dopo aver scoperto il corpo della madre riverso sul pavimento e con una profonda ferita al cranio.
I Carabinieri erano così riusciti a bloccare il cinquantatreenne prima che potesse far perdere le proprie tracce. Il nucleo familiare comprende quattro figli, equamente divisi tra maggiorenni e minorenni: gli accertamenti degli investigatori stanno cercando di verificare chi fosse presente nell'immobile al momento del delitto, anche se dai primi riscontri emerge che nessuno dei ragazzi avrebbe assistito in modo diretto alle fasi della letale colluttazione.
L'evoluzione clinica della vicenda ha modificato radicalmente lo scenario giudiziario proprio mentre erano in corso gli adempimenti formali davanti al Tribunale. Questa mattina si è infatti svolto l'interrogatorio di garanzia dell'indagato alla presenza del Giudice per le indagini preliminari. Il magistrato, sposando integralmente la linea dei pubblici ministeri, ha convalidato il fermo inizialmente rubricato come tentato femminicidio, disponendo il trasferimento definitivo dell'uomo in una struttura carceraria tramite ordinanza di custodia cautelare.
Con il decesso della quarantanovenne, il pool della Procura specializzato nella tutela delle fasce deboli – guidato dalla procuratrice aggiunta Liliana Todaro e dalla sostituta Valentina Margio – procederà alla formale modifica del reato contestato, formulando la pesante accusa di femminicidio consumato.
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