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  • Roma - Lunedì 31 Agosto 2026

Nepal, sale a 903 il bilancio dei morti per l'alluvione. Oltre 4.200 i dispersi

Tra le persone ripescate anche lavoratori idroelettrici e stranieri.

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Continua ad aggravarsi il bilancio della catastrofica alluvione che ha colpito il Nepal in seguito al crollo di un ghiacciaio himalayano lungo il confine con il Tibet.

L'Agenzia nazionale per la gestione dei rischi (Ndrrma) ha reso noto che i corpi recuperati hanno raggiunto quota 903, con un netto incremento rispetto alle 781 vittime registrate nel precedente rendiconto.

Le aree più colpite risultano i distretti di Chitwan (272 morti), Nawalparasi Est (207) e Nawalparasi Ovest (151), seguiti da Nuwakot, Gorkha, Dhading, Tanahun e Rasuwa.

I feriti accertati sono 267, di cui oltre la metà già dimessi dalle strutture sanitarie. Resta drammatica la situazione dei dispersi, il cui numero supera le 4.200 unità.

Tra le persone ancora da rintracciare figurano 933 operai impiegati in cantieri idroelettrici della zona e 592 cittadini stranieri.

Per far fronte all'emergenza, il governo nepalese ha schierato oltre 20.800 uomini tra forze dell'ordine ed esercito, impegnati nelle operazioni di scavo, soccorso e messa in sicurezza dei territori devastati.

La tragedia è avvenuta il 26 agosto, quando il cedimento della massa glaciale al confine sino-nepalese ha scatenato una gigantesca colata di ghiaccio e detriti, trasformatasi in un'ondata di piena distruttiva sul versante nepalese. Pesanti conseguenze si registrano anche sul lato cinese della frontiera, dove una colata di fango nell'area del valico di Gyirong ha provocato almeno 16 vittime e 546 dispersi.

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