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- Roma - Martedì 13 Ottobre 2026
Papa Leone XIV ricoverato al Gemelli: in corso l'intervento per l'asportazione del nodulo al polmone
Il Pontefice è giunto al nosocomio romano tra i saluti dei fedeli ed è stato preso in cura dall'équipe di chirurgia toracica. Il cardinale Parolin: "Siamo fiduciosi, lo accompagniamo con la preghiera".
Papa Leone XIV è ricoverato presso il Policlinico Gemelli di Roma, dove è in corso l'intervento chirurgico per l'asportazione di un nodulo al polmone.
Il Pontefice ha lasciato la Città del Vaticano intorno alle ore 13, varcando la Porta del Perugino e salutando i circa mille fedeli radunati nel piazzale antistante la struttura prima di fare ingresso nell'ospedale.
All'arrivo è apparso sereno, sorridente e toccato dall'affetto della gente.
"Nel pomeriggio di oggi sarà operato per il nodulo al polmone dall'équipe medica di chirurgia toracica guidata dal Professor Stefano Margaritora. Ulteriori informazioni saranno fornite nella serata di oggi", ha comunicato ufficialmente la Sala Stampa della Santa Sede.
Il Segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin, ha espresso profonda vicinanza al Santo Padre a margine di un evento accademico alla Pontificia Università Gregoriana: "Ho visto il Papa ieri sera, ci siamo parlati con molta serenità. È un grande esempio in questo senso. Siamo rimasti tutti colpiti dalla serenità con cui ha dato l'annuncio. Siamo all'inizio di questa difficoltà e speriamo che il problema si possa risolvere al più presto. Siamo fiduciosi, lo accompagniamo con la preghiera".
Come ricostruito da Il Messaggero, il Papa non si trova nel consueto appartamento papale al decimo piano perché attualmente interessato da lavori di ristrutturazione, bensì in un'altra area riservata dello stesso piano. L'intero settore è stato isolato e reso accessibile esclusivamente previa autorizzazione della Prefettura della Casa Pontificia, mentre la vigilanza sugli accessi è stata affidata alla Gendarmeria Vaticana in stretto coordinamento con l'Ispettorato di Polizia e con la sicurezza interna del nosocomio.
Le forze dell'ordine italiane garantiscono la protezione dell'esterno dell'ospedale con agenti in divisa e in borghese a presidio di ogni varco.
Il piano di sicurezza prevede inoltre l'attivazione di una no-fly zone protetta da elicotteri, droni e sistemi anti-drone, il rafforzamento dei controlli sulle reti informatiche per scongiurare attacchi cyber e la registrazione di esami e analisi cliniche tramite codici alfanumerici o pseudonimi per tutelare la privacy di Prevost.
Sullo sfondo della vicenda emerge inoltre il silenzio da oltreoceano: nessuna attestazione di solidarietà è giunta dal presidente statunitense Donald Trump, né dal vicepresidente JD Vance o dal segretario di Stato Marco Rubio. La freddezza delle istituzioni americane si inserisce nel solco di recenti frizioni, legate anche al duro appello pronunciato da Leone XIV contro la pena di morte ("è inammissibile perché attenta all'inviolabilità e dignità della persona. Il bene comune può essere tutelato e i requisiti della giustizia possono essere salvaguardati senza ricorrere alla pena capitale: sono stati messi a punto sistemi di detenzione efficaci, che proteggono i cittadini, ma, allo stesso tempo, non tolgono completamente ai colpevoli la possibilità di redimersi"). Una presa di posizione diffusa proprio nelle ore in cui il Pentagono annunciava la diretta streaming per la condanna a morte di Nidal Hassan, autore della strage di Fort Hood, e mentre negli Stati Uniti faceva discutere il caso dell'esecuzione fallita a carico di Christa Pike.
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