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- Roma - Lunedì 26 Ottobre 2026, 16:00
Politica industriale, intesa Italia-Polonia a Varsavia. Urso: "Lavoriamo insieme per riscrivere le regole dell'UE"
Il ministro Urso e il collega polacco Domanski firmano una dichiarazione congiunta al vertice 'Friends of Industry'. Nel mirino la revisione del sistema Ets, la tutela dell'automotive e le misure sul caro energia.
Asse strategico tra Italia e Polonia per ridisegnare la politica industriale dell'Unione Europea e tutelare la competitività produttiva del continente.
A margine del vertice ministeriale "Friends of Industry" svoltosi a Varsavia, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e il ministro delle Finanze ed Economia polacco Andrzej Domanski hanno sottoscritto una dichiarazione congiunta per rafforzare la cooperazione bilaterale e il coordinamento nelle sedi europee. L'accordo definisce una linea comune incentrata sulla salvaguardia dei settori strategici, sull'accesso all'energia a prezzi contenuti e sullo sviluppo dei comparti tecnologici ad alto valore aggiunto.
"Con questa intesa rafforziamo la storica collaborazione tra Italia e Polonia, due Paesi a forte vocazione industriale uniti da una visione condivisa: difendere la capacità produttiva europea e costruire nuove opportunità per le nostre imprese", ha affermato il ministro Urso, evidenziando come la competitività rappresenti "un pilastro della sicurezza economica dell’Europa. Servono energia a costi sostenibili, regole più semplici e piena neutralità tecnologica, affinché la transizione sostenga gli investimenti e l’occupazione. Un più stretto coordinamento tra i nostri Paesi ci consentirà di promuovere con maggiore forza queste priorità nelle sedi europee e di sviluppare progetti comuni nei settori strategici".
Tra i punti nodali dell'intesa figura la richiesta di una revisione profonda del sistema di scambio delle quote di emissione (Ets) e del meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (Cbam). Giudicando insufficienti le impostazioni dell'esecutivo comunitario per evitare la deindustrializzazione, i due Paesi sollecitano un taglio delle emissioni commisurato alle reali capacità tecnologiche ed economiche, la conservazione delle quote gratuite senza nuovi vincoli e il congelamento del progressivo superamento dei titoli gratuiti legato al Cbam fino a quando l'efficacia del meccanismo non sarà comprovata.
In merito alle politiche industriali e al settore automotive, il documento sostiene un principio di preferenza europea fondato sulla capacità produttiva dei 27 Stati membri ed esige un'immediata revisione dei parametri di abbattimento delle emissioni di CO2.
Viene inoltre richiesta l'introduzione formale di una categoria di veicoli alimentati da carburanti neutri sul piano climatico, inclusi i biocarburanti, in ossequio al principio di neutralità tecnologica.
Sul fronte della politica energetica e dei settori di base, i due governi sollecitano interventi europei indifferibili per ridurre i costi d'acquisto, consolidare le reti di distribuzione e incentivare le forniture congiunte. Per i comparti della chimica e della siderurgia, l'intesa prevede il sostegno alla modernizzazione degli impianti, il contrasto alla concorrenza sleale e la tutela del rottame ferroso come risorsa strategica, per il quale si chiede una regolamentazione europea idonea a limitarne le esportazioni fuori dai confini comunitari.
La collaborazione italo-polacca si estenderà infine alle tecnologie emergenti – intelligenza artificiale, calcolo quantistico e supercalcolo – nonché al settore aerospaziale, alla difesa e alle sinergie tra i rispettivi distretti industriali.
Per garantire l'attuazione degli impegni sono previste consultazioni periodiche a livello ministeriale e la programmazione di un forum economico bilaterale in Italia nei prossimi mesi, coordinato con le associazioni industriali dei due Paesi.
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