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- Cagliari - Mercoledì 27 Maggio 2026
Porti, la Sardegna ridisegna il suo futuro: ok al piano triennale 2026-28 per il riposizionamento degli scali nei mercati globali
I porti della Sardegna si preparano a una trasformazione strutturale per migliorare l'efficienza e la sostenibilità energetica del network marittimo regionale. Il nuovo Piano operativo triennale 2026-2028, approvato dall'Autorità di Sistema Portuale, prevede interventi mirati per ciascun scalo, con focus su Cagliari, Olbia e Porto Torres. Le opere includono dragaggi, potenziamenti infrastrutturali e rigenerazione urbana, con l'obiettivo di riposizionare la Sardegna come piattaforma logistica e produttiva nel Mediterraneo.
I porti della Sardegna si preparano a una profonda trasformazione strutturale finalizzata a proiettare l'intero network marittimo regionale verso standard di efficienza internazionale e sostenibilità energetica.
Il Comitato di Gestione dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna, riunitosi a Olbia, ha approvato formalmente il nuovo Piano operativo triennale 2026-2028. Il documento di programmazione strategica, giunto al voto dopo la preventiva presentazione all'Organismo di partenariato della risorsa mare, assume come base di partenza i solidi e crescenti flussi di traffico merci e passeggeri registrati dalle banchine sarde nell'ultimo periodo, tracciando una mappa degli interventi mirati per ciascuno degli scali di competenza.
Nel dettaglio delle singole realtà locali, lo scalo di Cagliari concentrerà i propri sforzi finanziari e tecnici sul completamento del nuovo terminal destinato al traffico ro-ro, sull'esecuzione delle opere di viabilità stradale necessarie all'allacciamento diretto con la Statale 195, sul potenziamento del terminal rinfuse e sul consolidamento del distretto produttivo della cantieristica nautica, portando avanti in parallelo la rigenerazione urbana del porto storico in funzione del turismo crocieristico.
Per quanto riguarda Olbia, le priorità si concentreranno sulle imponenti operazioni di dragaggio dei fondali e sull'adeguamento delle banchine passeggeri, un passaggio obbligato per innalzare la capacità ricettiva delle strutture e consentire l'ormeggio in sicurezza delle navi da crociera di ultima generazione con lunghezze superiori ai 300 metri; parallelamente, l'area gallurese vedrà una pianificazione mirata per ampliare gli spazi da destinare al diporto e alla cantieristica.
Spostando lo sguardo sul nord-ovest, a Porto Torres l'attenzione si focalizzerà sulle opere successive al completamento dell'Antemurale, con l'avvio degli scavi per l'adeguamento dei fondali e l'estensione delle aree logistiche attraverso la chiusura del secondo lotto della Darsena Servizi e l'attivazione della nuova piastra logistica nell'area dell'ex pontile Eni. Gli scali di Arbatax, Golfo Aranci e Santa Teresa Gallura beneficeranno invece di interventi diffusi di manutenzione straordinaria e ammodernamento delle strutture passeggeri esistenti.
Una parte consistente del piano triennale è poi dedicata ai poli industriali e specialistici dell'isola: a Portovesme si interverrà sul dragaggio dei canali e sulla regimentazione delle acque meteoriche per ottimizzare la gestione dei traffici commerciali; ad Oristano si punterà sul potenziamento delle infrastrutture di base e sul consolidamento del polo energetico per il gas naturale liquefatto (Gnl); a Sarroch - Porto Foxi, infine, verrà realizzata una darsena di servizio interamente riservata alle manovre dei rimorchiatori. La valenza strategica delle opere cantierate e la visione d'insieme dell'organismo di gestione sono state delineate con chiarezza dai vertici dell'ente portuale, che vedono in questo passaggio una svolta epocale per il posizionamento geopolitico dell'isola nelle rotte commerciali mondiali.
"L'obiettivo – spiega Domenico Bagalà, presidente dell'AdSP del Mare di Sardegna – è compiere un ulteriore passo rispetto ad un Sistema consolidato quale quello attuale: trasformare questa solidità in capacità di crescita, riposizionando la Sardegna nel Mediterraneo come piattaforma logistica, energetica e produttiva. È un passaggio decisivo, perché le scelte di questo triennio determineranno il ruolo dei nostri porti nei prossimi decenni".
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