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  • Milano - Mercoledì 26 Agosto 2026

Primo suicidio assistito gestito interamente dal Servizio sanitario in Lombardia

Domenico Zuccarella, 59 anni, affetto da sclerosi multipla progressiva, si è spento dopo un iter durato nove mesi e l'intervento definitivo della magistratura.

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La Lombardia registra il primo caso di suicidio assistito interamente preso in carico e gestito dal Servizio sanitario regionale. Domenico Zuccarella, 59 anni, residente a Giussano nel Milanese e affetto da sclerosi multipla secondariamente progressiva, è morto nella giornata di ieri dopo aver ottenuto l'assistenza completa della struttura pubblica.

Si tratta della terza persona nella regione ad accedere alla morte volontaria, ma rappresenta il primo precedente in cui la sanità lombarda ha provveduto all'organizzazione dell'intero percorso attuativo, occupandosi del personale sanitario volontario, del farmaco, della strumentazione, dell'individuazione del luogo e della modalità di autosomministrazione idonea alle condizioni del paziente. L'iter istituzionale si era aperto l'8 novembre 2025 con l'invio formale della richiesta all'Asst Ovest Milanese.

Tra la domanda e l'esecuzione finale sono trascorsi 290 giorni, a fronte di un termine massimo complessivo di 145 giorni previsto dalle linee guida regionali. Un prolungato periodo di attesa segnato da sollecitazioni e diffide formalizzate dai legali che hanno assistito l'uomo, culminato a fine maggio con il deposito di un ricorso d'urgenza presso il tribunale per chiedere l'accelerazione della procedura e la rapida predisposizione della fase operativa.

Durante l'udienza tenutasi lo scorso 23 giugno, lo stesso Domenico Zuccarella aveva manifestato direttamente al giudice la profonda sofferenza causata dal continuo slittamento dei tempi. "Sono stanco, non ne posso più", aveva dichiarato il cinquantanovenne, che ha poi disposto la donazione del proprio corpo alla ricerca scientifica una volta conclusa la procedura.

La vicenda ha riaperto l'articolato dibattito sulle tempistiche e sull'inquadramento normativo delle richieste di accesso alla morte volontaria sul territorio. "Per evitare che la procedura sia condotta in tempi così lunghi, e anche per evitare che un futuro assessore alla Salute possa disfare tutto con un tratto di penna, è fondamentale che il Consiglio regionale approvi la legge di iniziativa popolare Liberi subito", sostengono i vertici dell'associazione Luca Coscioni, evidenziando la necessità di garantire certezze procedurali e tempi definiti per tutti i richiedenti nelle medesime condizioni.

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