
- Prima Notizia 24
- Venezia - Martedì 1 Settembre 2026
Fine vita, Zaia apre al testo in Veneto: "Occasione di civiltà, serve certezza sui tempi"
Il presidente dell'Assemblea regionale difende il provvedimento sull'organizzazione delle procedure. "Atto di lealtà sarebbe una legge nazionale per uniformare i territori".
Nel corso della seduta dell'Assemblea legislativa veneta incentrata sulla votazione del disegno di legge regionale in materia di fine vita, è intervenuto a margine dei lavori il presidente del Consiglio regionale, Luca Zaia.
Il numero uno di Palazzo Ferro Fini ha inteso perimetrare i confini normativi dell'iniziativa, chiarendo come l'intervento verta prioritariamente sulle tempistiche e sull'iter procedurale affidato alle strutture sanitarie locali. "Il fine vita esiste già in Italia con una sentenza del 2019, noi possiamo solo prevedere con questa legge l’organizzazione del percorso, e solo quella, per il paziente che chiede alla sua Usl di gestire il fine vita", ha spiegato Zaia.
In merito alla ratio della misura al vaglio dell'aula, il presidente dell'Assemblea ha evidenziato la necessità di colmare un vuoto procedurale a tutela delle persone malate: "É un’occasione di civiltà certa, anche perché noi ci rivolgiamo a dei pazienti che comunque hanno il diritto di chiedere la loro gestione del fine vita alla loro Usl e quindi verrà valutata dal comitato bioetico. Però è pur vero che questi pazienti in questa sentenza della corte non hanno una risposta rispetto ai termini temporali e su chi gestirà la fase critica della gestione del fine vita, penso che questa sia una questione di civiltà".
Ipotizzando il quadro normativo complessivo, l'esponente politico ha sollecitato un intervento regolatorio uniforme da parte delle istituzioni centrali: "Penso che un atto di grande lealtà e responsabilità sarebbe quello di approvare una legge a livello nazionale, che ponga fine alla necessità che ogni regione si doti di una legge".
A supporto dell'impostazione adottata a Venezia, Zaia ha infine richiamato i precedenti costituzionali ed emendativi già registrati in altre realtà regionali: "Consideri che Emilia Romagna ha approvato una legge, Toscana ha approvato una legge e Sardegna ha approvato una legge, queste tre leggi sono state poi osservate con dei pareri della Corte Costituzionale, che ha già sollecitato tre volte i Parlamenti per legiferare. In virtù di quelle osservazioni che ha fatto la Corte, noi abbiamo molto più chiaro l’alveo all’interno del quale ci possiamo muovere, che è quello dell’organizzazione del percorso, nel momento in cui il paziente si vede riconosciuta la sua gestione del fine vita, il comitato bioetico gli dà l’ok, in quel momento serve un minimo di gestione, altrimenti non si riesce a dare risposte al paziente".
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