
- Prima Notizia 24
- Roma - Mercoledì 22 Luglio 2026
Quanti sono gli italiani a Gibuti? I numeri di una presenza strategica
Dai numeri dell'AIRE alla presenza effettiva: la mappa della comunità tricolore nel Paese del Corno d'Africa.
di Lorenzo Pisoni
Se si consultano i registri civili (come l'AIRE - Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero), i numeri della popolazione civile residente in modo permanente sono estremamente ridotti: meno di 100 cittadini. Tuttavia, la reale presenza di italiani nel Paese supera quotidianamente le 150-300 persone, a seconda dei turni di missione e dei progetti attivi.
Questo apparente scarto è dovuto al fatto che la gran parte degli italiani vive a Gibuti con uno status temporaneo (missioni militari, cooperazione o incarichi diplomatici) e non richiede l'iscrizione anagrafica ai residenti esteri.
L'impronta italiana nella capitale e nelle aree limitrofe si articola così: è il cuore pulsante della presenza nazionale. Inaugurata nel 2013 e intitolata allo storico ufficiale Amedeo Guillet, la BMIS è la prima base militare italiana interamente di stanza all'estero realizzata fuori dai confini nazionali dopo il secondo dopoguerra: ospita in pianta stabile un contingente di circa 100-150 militari (Esercito, Marina, Aeronautica e Carabinieri) che può essere ampliato a seconda delle esigenze.
La base fornisce supporto logistico operativo alle navi della Marina Militare e alle missioni internazionali (come Operation Atalanta o le missioni per la tutela delle rotte commerciali contro la pirateria e le minacce nell'area del Mar Rosso). I Carabinieri italiani svolgono a Gibuti un ruolo di primissimo piano riconosciuto a livello internazionale attraverso la missione MIADIT Somalia/Gibuti. I militari dell'Arma addestrano regolarmente le forze di polizia e di sicurezza locali gibutiane, oltre alle forze di polizia somale distaccate nel Paese. I moduli formativi spaziano dalle tecniche di intervento operativo al controllo del territorio, fino al rispetto dei diritti umani e alla gestione delle emergenze.
A completare il quadro c'è il corpo diplomatico e gli operatori dello sviluppo: iniziative AICS e ONG: Gibuti funge da snodo logistico anche per progetti umanitari della Cooperazione Italiana diretti sia verso la popolazione locale che verso l'area del Corno d'Africa (Etiopia, Somalia); consulenza tecnica ed edilizia: Un piccolo gruppo di professionisti e contrattisti italiani lavora nel settore dei servizi, della logistica portuale e delle infrastrutture legate al mantenimento della presenza internazionale nel Paese.
A Gibuti non troverete quartieri italiani o grandi colonie di pensionati. La comunità tricolore è un "avamposto strategico" dove la bandiera italiana rappresenta prima di tutto sicurezza marittima, diplomazia e addestramento delle forze d'ordine africane.
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