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- Roma - Martedì 1 Settembre 2026
Ranucci attacca i nuovi conduttori di "Report": "Scelta mediocre, non ce l'avete fatta meritandovelo"
Il giornalista replica su Facebook a Piervincenzi e accusa Presutti: "Opportunismo e furbizia".
Scontro aperto sui vertici e sulla conduzione di Report. Sigfrido Ranucci ha affidato a un lungo intervento su Facebook la propria replica a Daniele Piervincenzi — nominato alla guida del programma d'inchiesta di Rai 3 insieme a Giulia Presutti — dopo le esternazioni rilasciate da quest'ultimo al quotidiano Domani.
"Mediocre non è la vostra professionalità, che non metto in discussione, mediocre è la scelta di mettervi alla guida del programma di inchiesta più importante della storia della televisione italiana", ha esordito Ranucci, precisando i termini del proprio giudizio critico sulla riorganizzazione del format.
Il giornalista ha proseguito stigmatizzando le modalità dell'avvicendamento: "E’ umano, per un giornalista, desiderare di condurre il programma più importante della televisione italiana. E’ disumano pensare di farlo senza averlo meritato, camminando indifferenti sulle sue macerie. E’ disumano mortificare le professionalità straordinarie che da trent’anni lo hanno reso grande anche rischiando la propria incolumità. Per questo non posso non tornare al concetto di mediocrità che tanto vi ha irritato. Non è mediocre chi non ce l’ha fatta. E’ mediocre chi ce l’ha fatta senza essersela guadagnata".
Nel post Ranucci ha ridimensionato il pregresso professionale di Piervincenzi all'interno della trasmissione: "Un servizio realizzato per Report peraltro mai andato in onda, e da me risistemato un paio di volte non fa di nessuno un conduttore e del resto la tua precedente conduzione di Popolo Sovrano, nella primavera del 2019, segnò performance dal 2,4 per cento al 3,8%".
In merito all'inchiesta svolta in Repubblica Democratica del Congo sulla morte dell'ambasciatore Luca Attanasio, ha chiarito: "L’ho accettata perché me l’hai chiesta tu, perché avevi bisogno di lavorare, e perché ho ancora la romantica abitudine di dare una mano a chi me la chiede. Ma tu lo sai meglio di chiunque altro: quel lavoro rientrava nei Lab, i contributi che stanno fuori da Report, non dentro".
Rispondendo alle parole del collega, Ranucci ha rigettato ogni forma di condiscendenza: "Mi hai scritto che comprendi il mio stato psicologico, e che per questo mi perdoni per le critiche, ti risparmio la fatica: non credo che tu possa comprendere cosa significhi essere bersaglio di 2800 articoli di fango, il cui unico scopo era delegittimare me, la mia storia, le persone che mi sono vicine e Report stesso, insieme a tutti i professionisti che l’hanno reso grande".
Critiche severe sono state rivolte anche alle motivazioni con cui Viale Mazzini ha individuato la nuova coppia al timone: "La Rai ha justified la vostra nomina a conduttori richiamando un concorso vinto. Si è dimenticata di specificare quale: un concorso pensato per coprire i buchi di organico nelle redazioni dei Tg regionali, che valuta la capacità di stare in video e leggere un testo di un minuto".
Nel ripercorrere i suoi 36 anni di servizio nel servizio pubblico, Ranucci ha rivendicato i propri risultati giornalistici, tra cui "scoop nazionali come l’intervista smarrita di Paolo Borsellino e uno scoop internazionale, quello sull’uso delle armi chimiche a Falluja, in Iraq, da parte degli americani".
Ricordi legati a un lungo tirocinio sul campo: "Per dieci anni, sono stato coautore di Milena Gabanelli, ho respirato la sua stessa aria. Ho imparato da lei il rigore, la lealtà, la dedizione al servizio pubblico. Ho imparato come si resiste alle pressioni della politica, difendendo il lavoro dei colleghi invece di scaricarlo". Un gruppo di lavoro, quello della redazione, descritto come composto da professionisti "ruvidi, anche un po’ stronzi non hanno mai fatto sconti a nessuno, tantomeno a me, come raccontano le cronache di questi giorni ma sempre leali con il pubblico".
Sempre rivolto a Piervincenzi, ha aggiunto: "Non ho avuto la disgrazia di prendere una testata da un mafioso, né ho avuto la passione per il rugby. Ma alla fine di sedici anni di Rai, passati in ruoli diversi, non sono stato calato dall’alto, ma sono stato accettato da un gruppo perché scelto da Milena Gabanelli, l’unica persona in grado di capire davvero cosa servisse a Report".
Un affondo finale è stato riservato a Giulia Presutti: "Pur sapendo da settimane che sarebbe stata la nuova conduttrice di Report ha mentito in maniera seriale a me e ai suoi colleghi anche quelli più vicini tenendo nascosto l’accordo che aveva già chiuso. Giulia sa bene di averla fatta grossa: da quando la notizia è uscita, non mi ha risposto più al telefono. Il coraggio e la tenuta psicologica non sono le sue migliori qualità. Se la cava meglio con opportunismo e furbizia".
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