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  • Roma - Martedì 1 Settembre 2026

Roma, il tifo diventa memoria: AS Tifosi Roma prepara un progetto per raccontare la storia del popolo giallorosso

Dalle generazioni che hanno vissuto gli spalti alle nuove leve, passando per aneddoti, immagini, cori e testimonianze: l’associazione guidata da Michele Grillo annuncia un’iniziativa dedicata alla memoria e al futuro della tifoseria romanista. «Vogliamo raccontare chi non lascia la Roma mai sola e ha tramandato questo amore di padre in figlio, di nonno in nipote».

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di Luca Ferrante

Il calcio raccontato non attraverso i gol, gli allenatori o i campioni, ma dalla parte di chi resta. Di chi c'è nelle vittorie e nelle sconfitte, attraversa le generazioni, riempie gli spalti e trasforma una squadra in un sentimento collettivo.

È questa l'idea alla base del nuovo progetto che AS Tifosi Roma si prepara a presentare e che avrà come protagonista la storia della tifoseria giallorossa: il suo passato, il presente e soprattutto il modo in cui una passione profondamente legata alla città continua a essere trasmessa alle nuove generazioni.

L'iniziativa, i cui contenuti saranno svelati prossimamente, punta a raccogliere racconti, immagini, aneddoti, colori e testimonianze di chi negli anni ha vissuto la Roma dagli spalti, contribuendo a costruire quella cultura popolare che accompagna la squadra ben oltre i novanta minuti di una partita.

«Lo sport – spiega Michele Grillo, presidente di AS Tifosi Roma – ha sempre avuto una straordinaria funzione educativa e sociale. La sana competizione porta con sé valori come inclusione, libertà, uguaglianza e capacità di superare i propri limiti. Ma accanto agli atleti esiste un'altra componente fondamentale dello spettacolo sportivo: il pubblico».

Ed è proprio il pubblico il punto di partenza.

«Provate a immaginare un'arena senza i suoi tifosi – osserva Grillo –. Mancherebbe qualcosa di essenziale. Il tifo sano è storia, folklore, amicizia, rivalità, colore, canto e passione. In alcuni momenti riesce persino a diventare poesia».

Nel caso della Roma, il rapporto tra squadra e tifoseria assume caratteristiche particolari. Non è soltanto appartenenza sportiva, ma un sentimento che spesso attraversa intere famiglie.

«Vogliamo ricostruire la storia passata, presente e futura della nostra tifoseria attraverso i suoi veri protagonisti – continua Grillo –: quelli che ci sono sempre stati, nella gioia e nel dolore, e che hanno passato il testimone di padre in figlio e di nonno in nipote».

Il progetto vuole così recuperare anche una sorta di memoria orale del tifo romanista: storie personali che, messe insieme, finiscono per diventare parte della storia collettiva del club e della città.

Ci sono i ricordi delle grandi partite, delle trasferte, delle stagioni difficili e dei giorni indimenticabili. Ma anche sciarpe, fotografie, cori e rituali che hanno accompagnato generazioni diverse.

«Sono i tifosi che non lasciano la Roma “mai sola, mai” – sottolinea il presidente di AS Tifosi Roma – e che con il loro calore hanno contribuito a rendere grande questa storia, sostenendo i campioni e continuando a ricordare chi quella maglia l'ha indossata».

L'obiettivo dichiarato è evitare che questa enorme quantità di memoria si disperda. Raccontare il tifo significa infatti documentare anche l'evoluzione della città, dei suoi quartieri e delle generazioni che si sono succedute sugli spalti.

Non una celebrazione della rivalità esasperata, dunque, ma un progetto incentrato sul tifo sano, sull'appartenenza e sulla capacità dello sport di costruire comunità.

«Vogliamo raccontare il vero significato di questi colori per chi da generazioni frequenta gli spalti – conclude Michele Grillo –. È un progetto che mette finalmente i tifosi al centro e che, per storia, sentimento e identità, non poteva che partire da Roma».

I dettagli dell'iniziativa saranno resi noti nelle prossime settimane. Ma il filo conduttore è già chiarissimo: provare a conservare e raccontare un patrimonio fatto non soltanto di partite e risultati, ma soprattutto di persone.

Perché per generazioni di romanisti alcune parole hanno finito per assumere un significato che supera il calcio: “La Roma non si discute, si ama”.

E quando lo stadio canta “Grazie Roma”, la storia della squadra torna inevitabilmente a confondersi con quella della sua gente.

 
 
 

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