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- Roma - Martedì 7 Luglio 2026
Roma: spionaggio a favore della Russia, due arresti e quattro militari indagati
Blitz del Ros contro una rete clandestina: in manette un ex esponente dell'intelligence italiana accusato di aver venduto dossier a uno 007 di Mosca coperto da immunità diplomatica.
Una grave falla nella sicurezza nazionale e una rete di spionaggio militare a beneficio di Mosca sono state smantellate nella Capitale. I Carabinieri del Ros hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare in carcere con le pesanti accuse di spionaggio di notizie riservate, rivelazione di segreti di Stato e accesso abusivo a sistemi informatici.
L'operazione è scattata al culmine di una complessa attività investigativa coordinata in stretta sinergia dalla Procura ordinaria e dalla Procura militare di Roma. La figura centrale dell'inchiesta è un uomo di 59 anni, ex appartenente al comparto dell'intelligence italiana e già sottufficiale dell'Arma dei Carabinieri. Secondo l'impianto accusatorio, l'ex 007 avrebbe svolto una sistematica attività di spionaggio, raccogliendo e girando informazioni sensibili e coperte da segreto di Stato in cambio di cospicue somme di denaro. Il destinatario dei dossier era un presunto agente dei servizi segreti russi operante a Roma sotto copertura diplomatica, dettaglio che gli garantisce l'immunità.
Per attingere alle banche dati e ai documenti riservati, il cinquantanovenne si avvaleva di una rete interna composta da sei fonti informative ben collocate. Tra queste figurano quattro militari attualmente in servizio attivo all'interno delle forze armate.
Il coinvolgimento dei quattro esponenti in divisa ha fatto scattare l'apertura del fascicolo parallelo presso la magistratura militare, guidato dalla procuratrice aggiunta Antonella Masala e dal pm Enrico Peluso, che lavorano al fianco della sostituta procuratrice della Procura ordinaria Lucia Lotti.
Oltre ai due soggetti finiti in manette, l'indagine vede l'iscrizione sul registro degli indagati di altre cinque persone, inclusi i quattro militari. Le accuse contestate a vario titolo sono pesantissime e spaziano dal procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato allo spionaggio politico-militare, fino alla rivelazione di segreti di cui è vietata la divulgazione.
L'azione investigativa dei Carabinieri del Ros era partita nel maggio del 2025 ed è stata condotta per oltre un anno nel massimo riserbo attraverso pedinamenti, servizi di osservazione ravvisata e complesse perquisizioni informatiche sui dispositivi in uso agli indagati.
Per la delicata fase esecutiva degli arresti e per azzerare ogni margine di rischio, gli uomini del Ros hanno operato con il supporto specialistico del Gis, il Gruppo di intervento speciale, e dei militari del Comando provinciale di Roma.
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