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- Roma - Mercoledì 14 Ottobre 2026
Roma, tre acquerelli di Roesler Franz raccontano le radici della Galleria d’Arte Moderna
Le opere richiamate dal museo riannodano il legame tra la memoria della città e la nascita delle collezioni capitoline. Un viaggio nella Roma che cambiava volto alla fine dell’Ottocento.
di Maurizio Pizzuto
Una città può scomparire anche senza perdere il proprio nome. Cambiano le strade, vengono demolite le case, si trasformano i quartieri e con loro le abitudini di chi li abita. Ettore Roesler Franz ha lasciato di questa trasformazione una testimonianza preziosa: gli acquerelli con cui ha raccontato la Roma popolare di fine Ottocento, consegnando alla memoria luoghi e scene di vita destinati a mutare.
A riportare l’attenzione sul pittore è la Galleria d’Arte Moderna di Roma, attraverso un approfondimento dedicato a tre suoi acquerelli. Il museo ne sottolinea una particolarità: pur essendo presentati nel percorso espositivo richiamato dal post, non appartengono più alle sue collezioni. Un dettaglio che apre una pagina importante della storia del patrimonio artistico capitolino.
Il legame con Roesler Franz risale infatti al 1883, quando il Comune di Roma acquistò al Palazzo delle Esposizioni opere che avrebbero contribuito a formare il primo nucleo della futura Galleria. Tra queste figuravano gli acquerelli della serie “Roma pittoresca” e la scultura “Cleopatra” di Girolamo Masini. Nel 1930 gli acquerelli furono trasferiti al Museo di Roma, contribuendo alla formazione delle collezioni della nuova istituzione.
Dietro questi passaggi si riconosce una doppia storia: quella dei musei, che nel tempo ridefiniscono le proprie raccolte, e quella della città rappresentata nelle opere. Roesler Franz concentrò il proprio sguardo sulle zone maggiormente coinvolte nei cambiamenti urbanistici: il Ghetto, Borgo, Trastevere, Monti, l’area di piazza Venezia e le rive del Tevere. Il suo lavoro conserva così tracce di una capitale osservata mentre assumeva un volto nuovo.
La forza di queste immagini sta anche nell’attenzione alla quotidianità. Accanto agli edifici e agli scorci urbani emergono attività, presenze e gesti della vita nei rioni. È questo intreccio tra paesaggio e storia sociale a rendere la “Roma pittoresca” un patrimonio capace di parlare ancora al pubblico contemporaneo.
Il richiamo agli acquerelli si inserisce nel più ampio racconto delle origini della GAM, che celebra il proprio centenario con “GAM 100. Un secolo di Galleria comunale 1925–2025”, nella sede di via Francesco Crispi. La mostra, prorogata fino al 7 febbraio 2027, ripercorre l’evoluzione del museo attraverso una selezione di oltre cento opere.
Ritornare a Roesler Franz significa dunque guardare Roma attraverso ciò che ha conservato della propria trasformazione. I suoi acquerelli invitano a soffermarsi sui dettagli, a cercare le tracce dei luoghi e a interrogarsi su quanto della vita di una città resti nelle immagini quando il paesaggio reale è ormai cambiato.
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