
- Prima Notizia 24
- Roma - Venerdì 4 Settembre 2026
Scuola, Save the Children: "Il percorso 4+2 scelto dall'1,9% degli studenti, numeri in crescita ma restano criticità"
Dossier sull'istruzione tecnico-professionale: 10.532 iscrizioni per l'anno 2026/27. L'organizzazione chiede orientamento e tutela per le materie di base.
L'introduzione della riforma della filiera tecnico-professionale con la modalità '4+2' registra un'adesione ancora contenuta tra i giovani che fanno il loro ingresso negli istituti secondari di secondo grado, attestandosi all'1,9% sul totale dei neo-iscritti.
A evidenziare il quadro è il dossier "Attraversamenti. La formazione tecnica e professionale: tra percorsi di riforma, equità e orientamento" pubblicato da Save the Children per analizzare l'andamento del nuovo assetto scolastico. Stando ai dati riportati nello studio, nel biennio di sperimentazione iniziale il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha approvato 628 percorsi quadriennali, di cui 442 sono stati concretamente attivati in 307 istituti, evidenziando una presenza più accentuata nelle regioni del Mezzogiorno e nelle Isole.
Nel marzo del 2026 l'amministrazione centrale ha dato il via libera a 532 ulteriori indirizzi per l'anno scolastico 2026/27, estendendo la rete a oltre 700 scuole e coinvolgendo circa 400 nuovi istituti. L'avvio dell'anno scolastico in corso conta 10.532 iscrizioni telematiche ai moduli quadriennali, segnando un incremento di circa 5.000 unità rispetto alla rilevazione precedente.
Sulle prospettive e sui limiti della riforma si esprime la direttrice della Ricerca di Save the Children Italia, Raffaela Milano, che sottolinea la necessità di correttivi strutturali per garantire l'efficacia didattica dei percorsi.
"Uno degli obiettivi essenziali della riforma è il superamento dell'attuale frammentazione dei percorsi, per costruire una offerta formativa integrata che stia al passo con l'innovazione del mondo del lavoro, strutturando alleanze sui territori" spiega la dirigente, richiamando l'attenzione sugli aspetti organizzativi da perfezionare.
"Vi sono però molti nodi critici sui quali è necessario intervenire. A partire dalle necessità di colmare il deficit di informazione che ha caratterizzato questa prima fase di avvio; di investire sull'orientamento; di assicurare percorsi di studio che non comprimano le discipline di base; di garantire la possibilità di modificare la scelta iniziale, vista la giovane età in cui questa si compie; di costruire percorsi laboratoriali di alto livello anche nei territori più fragili a livello imprenditoriale e un incontro con il mondo del lavoro che assicuri sempre qualità, coerenza con il progetto formativo, tutela della sicurezza e della salute" conclude Milano.
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