
- Prima Notizia 24
- Roma - Venerdì 4 Settembre 2026
Morte Attanasio e Iacovacci, la Procura di Roma chiede l'archiviazione per il secondo filone di indagini
Procedimento contro ignoti riguardante la banda condannata in Congo e i dossier giornalistici. Stallo per mancanza di cooperazione e ritrattazioni.
La Procura di Roma ha avanzato richiesta di archiviazione per il secondo filone d'inchiesta avviato in seguito all'agguato subito il 22 febbraio 2021 in Repubblica Democratica del Congo, nel quale persero la vita l'ambasciatore italiano Luca Attanasio e il carabiniere scelto Vittorio Iacovacci.
Il fascicolo, coordinato dal procuratore aggiunto Sergio Colaiocco e aperto a carico di ignoti, riguardava gli approfondimenti sulla banda di sei cittadini congolesi condannati in primo grado all'ergastolo dalle autorità di Kinshasa, oltre alle verifiche su quanto emerso da alcune inchieste giornalistiche.
L'impossibilità di proseguire gli accertamenti scaturisce dall'assenza di collaborazione giudiziaria da parte del Paese africano e dalle dichiarazioni rese dai sei imputati locali durante tre distinte missioni dei Carabinieri del Ros.
Sentiti alla presenza di un difensore e secondo le garanzie procedurali italiane, i componenti del gruppo avevano ritrattato le precedenti ammissioni di colpa sostenendo che fossero state estorte con la violenza, determinando l'arresto delle attività investigative da parte degli inquirenti capitolini.
La decisione giunge a seguito degli sviluppi giudiziari del filone principale relativi alle responsabilità per omicidio colposo contestate a Rocco Leone e Mansour Luguru Rwagaza, i due dipendenti del Programma alimentare mondiale (Pam) responsabili dell'organizzazione della missione sul campo.
Per entrambi la posizione si era chiusa il 13 febbraio 2024 con la pronuncia di non luogo a procedere emessa dal gup di Roma, che aveva recepito e riconosciuto il difetto di giurisdizione derivante dall'immunità diplomatica.
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