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  • Roma - Domenica 16 Agosto 2026

Sinner compie 25 anni, Grillo (Fondazione Valore Italia): «È il volto di una generazione d’oro dello sport italiano»

Dal numero uno del tennis ai campioni di nuoto e atletica: l’Italia vive una stagione straordinaria di risultati internazionali. Il presidente Michele Grillo: «Dietro le medaglie ci sono sacrificio, disciplina e un sistema sportivo nel quale i gruppi delle Forze dell’Ordine e delle Forze Armate continuano ad avere un ruolo fondamentale».

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di Maurizio Pizzuto

Venticinque anni e già un posto nella storia dello sport italiano. Jannik Sinner festeggia oggi, 16 agosto, il suo 25° compleanno: nato a San Candido nel 2001, è diventato il primo italiano a raggiungere il numero uno della classifica ATP e uno dei simboli più riconoscibili dello sport azzurro nel mondo.

Un compleanno che può diventare l’occasione per guardare oltre il tennis. Perché Sinner non è un fenomeno isolato: è forse il volto più popolare di una stagione nella quale lo sport italiano ha ritrovato continuità, prestigio e soprattutto una straordinaria capacità di produrre campioni in discipline molto diverse.

«I 25 anni di Jannik Sinner rappresentano simbolicamente il compleanno di una nuova Italia sportiva – dichiara Michele Grillo, presidente della Fondazione Valore Italia –. Sinner è un ragazzo che ha conquistato il mondo con il talento, ma anche con un comportamento fatto di misura, lavoro e rispetto. È un modello soprattutto perché dimostra ai più giovani che il successo non arriva attraverso scorciatoie, ma attraverso preparazione, sacrificio e capacità di rialzarsi».

Il tennis è diventato una delle locomotive dello sport nazionale, ma accanto a Sinner c'è un movimento azzurro che continua a imporsi nelle piscine, sulle piste e sulle pedane internazionali.

Nel nuoto, in particolare, il contributo delle Fiamme Oro della Polizia di Stato è impressionante. Basti pensare a Thomas Ceccon, oro olimpico nei 100 dorso a Parigi 2024, e a Gregorio Paltrinieri, autentico monumento dello sport italiano: campione olimpico dei 1500 stile libero a Rio 2016 e ancora sul podio a Parigi con l'argento nei 1500 e il bronzo negli 800.

Ma la profondità delle Fiamme Oro va molto oltre due fuoriclasse. Nel gruppo sportivo della Polizia militano o hanno trovato un punto di riferimento atleti come Simone Cerasuolo, Alessandro Miressi, Manuel Frigo, Luca De Tullio, Ludovico Blu Art Viberti e, nel fondo, Ginevra Taddeucci. Agli Assoluti 2026, proprio una formazione delle Fiamme Oro composta da Frigo, Miressi, Giovanni Carraro e Ceccon ha stabilito il record di società nella 4x100 stile libero.

E naturalmente il grande nuoto italiano non si esaurisce nelle Fiamme Oro: bastano i nomi di Nicolò Martinenghi, Simona Quadarella, Benedetta Pilato, Alberto Razzetti e degli altri protagonisti di una scuola che da anni riesce a rinnovarsi mantenendosi ai vertici.

Lo stesso vale per l'atletica leggera, dove l'Italia può schierare campioni di dimensione internazionale appartenenti a diversi gruppi sportivi. Su tutti Marcell Jacobs, atleta delle Fiamme Oro, l'uomo che con l'oro olimpico dei 100 metri e quello della staffetta 4x100 a Tokyo ha riscritto una pagina che sembrava impossibile per l'atletica italiana. Ancora nel 2026 Jacobs continua a essere protagonista ai massimi livelli nazionali e internazionali.

Accanto a lui ci sono Yeman Crippa, anche lui delle Fiamme Oro, e una costellazione di campioni appartenenti agli altri prestigiosi gruppi sportivi dello Stato: Nadia Battocletti e Zaynab Dosso delle Fiamme Azzurre, Leonardo Fabbri dell'Aeronautica Militare, Andy Diaz delle Fiamme Gialle, senza dimenticare campioni come Gianmarco Tamberi, Filippo Tortu, Antonella Palmisano e Larissa Iapichino. È un mosaico di talenti, discipline e appartenenze differenti che compone una delle stagioni più ricche dello sport italiano contemporaneo.

«Quando celebriamo Sinner – prosegue Michele Grillo – dovremmo idealmente applaudire insieme a lui tutti gli atleti italiani che portano il Tricolore nel mondo. Penso ai nostri nuotatori, agli atleti dell'atletica leggera, ai campioni olimpici e paralimpici e a quei ragazzi che magari non finiscono ogni giorno sulle prime pagine ma lavorano per anni per conquistare una finale, un podio o anche soltanto il diritto di rappresentare l'Italia».

Per Grillo c'è poi un patrimonio che merita particolare attenzione: quello dei gruppi sportivi dello Stato.

«Fiamme Oro, Fiamme Gialle, Fiamme Azzurre, Carabinieri, Esercito, Aeronautica e gli altri gruppi sportivi rappresentano una peculiarità preziosa del sistema italiano. Dietro molti dei nostri campioni esiste una struttura che consente agli atleti di allenarsi, crescere e programmare l'attività agonistica. È un investimento sui giovani, sul merito e, in definitiva, sull'immagine dell'Italia».

Una considerazione che trova un'immagine potente proprio nelle Fiamme Oro: dal velocista Jacobs ai fuoriclasse dell'acqua Ceccon e Paltrinieri, fino ai tanti atleti meno conosciuti dal grande pubblico, il gruppo sportivo della Polizia continua a essere una delle fucine dello sport nazionale.

Sinner appartiene a un'altra storia sportiva e a un'altra disciplina, ma il filo che unisce queste esperienze è lo stesso: talento sostenuto dal lavoro quotidiano.

A 25 anni Jannik è già arrivato dove nessun tennista italiano era riuscito ad arrivare. Nel 2026 è ancora numero uno del ranking mondiale e ha ulteriormente arricchito una carriera che lo ha portato ai vertici del tennis internazionale.

Eppure forse il dato più interessante non è contenuto in una classifica. È l'effetto che questa generazione sta producendo sui ragazzi. Oggi un bambino italiano può guardare Sinner con una racchetta, Ceccon o Paltrinieri in piscina, Jacobs sui blocchi di partenza, Battocletti in pista, Fabbri nella pedana del peso e immaginare che arrivare ai vertici mondiali non sia più un'eccezione irripetibile.

«Il regalo più bello per i 25 anni di Sinner – conclude il presidente della Fondazione Valore Italia Michele Grillo – è pensare che dietro di lui possano crescere migliaia di ragazzi con il desiderio di praticare sport. Non necessariamente per diventare tutti campioni, ma per imparare ciò che lo sport insegna: rispetto delle regole, cultura della sconfitta, spirito di sacrificio, lealtà e senso della comunità. Le medaglie passano alla storia, questi valori restano nella società. E sono il patrimonio più importante che i nostri campioni possono lasciare all'Italia».

Il 16 agosto, dunque, le candeline sono venticinque. Le spegne Jannik Sinner. Ma attorno a quella torta, idealmente, c'è un'intera generazione di campioni azzurri. Un'Italia che corre, nuota, salta, lancia e impugna una racchetta. E che, sempre più spesso, sale sul podio.

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