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- Roma - Mercoledì 19 Agosto 2026
Tennis, Kyrgios positivo alla cocaina e sospeso dall'Itia: "Un enorme errore, chiedo scusa a tutti"
L'australiano fermato dopo un test a Maiorca. L'agenzia: "Sospensione cautelare obbligatoria, gli è vietato giocare, allenare e presenziare ai tornei".
L'International Tennis Integrity Agency (Itia) ha comunicato di aver sospeso provvisoriamente Nick Kyrgios a seguito della positività alla cocaina emersa durante un controllo antidoping effettuato il 22 giugno scorso al torneo di Maiorca.
L'agenzia ha precisato che un laboratorio accreditato Wada ha riscontrato il 17 luglio la presenza di benzoilecgonina, un metabolita della sostanza proibita. Come chiarito dall'Itia, trattandosi di uno stimolante e di una sostanza d'abuso, la sospensione cautelare è obbligatoria ed è in vigore dal 4 agosto; la misura vieta all'atleta di disputare partite, svolgere attività di allenatore o presenziare a qualsiasi evento organizzato o riconosciuto da ATP, WTA, Slam o federazioni nazionali.
Il trentunenne di Canberra, scivolato al 919/o posto del ranking ATP a causa dei continui infortuni, non ha presentato ricorso e ha affidato ai social il proprio rammarico, ammettendo di aver commesso "un enorme errore".
"Chiedo scusa ai miei fan, alla mia famiglia, ai miei sponsor ed a tutti i miei cari. Ma soprattutto, chiedo scusa ai bambini che mi seguono. So che tipo di esempio questo dà e sono deeply deluso da me stesso", ha scritto il finalista di Wimbledon 2022, spiegando che i prolungati problemi fisici lo hanno "influenzato significativamente sia nel fisico che nella mente". "Accettare l'idea di essere vicino alla fine della mia carriera è stato più difficile di quanto avessi mai immaginato. Mi dispiace", ha aggiunto Kyrgios, sottolineando che "niente di tutto ciò giustifica quello che ho fatto".
La vicenda rappresenta un pesante contrappasso per il tennista australiano, noto per aver battuto in carriera i "Big Four" (Federer, Nadal, Djokovic e Murray) ma anche per le sanzioni comportamentali subite nel circuito — tra cui multe salate, sospensioni e l'obbligo di consultare uno psicologo.
L'atleta, che in passato era stato un duro accusatore di Jannik Sinner al tempo del caso Clostebol e della squalifica di tre mesi pattuita con la Wada, dovrà ora restare ai box per scontare il provvedimento della giustizia sportiva
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