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  • Roma - Martedì 25 Agosto 2026

Tensioni Usa-Iran: taglia da 10 milioni sui Pasdaran. Trump: "Nello Stretto di Hormuz tolleranza zero per le mine"

Il Dipartimento di Stato punta i leader dei Pasdaran, mentre l'ex presidente annuncia la bonifica delle acque. Pechino insorge contro le sanzioni statunitensi.

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Nuova escalation nei rapporti tra Washington e Teheran. Gli Stati Uniti hanno stabilito una ricompensa fino a 10 milioni di dollari per chiunque fornisca informazioni utili sui vertici militari dei Pasdaran. "Queste persone sono a capo di unità che hanno preso di mira il personale Usa con attacchi e le infrastrutture critiche degli Stati Uniti con operazioni informatiche. Aiutaci a contrastare queste minacce. Invia una segnalazione oggi stesso", si legge nell'appello lanciato su X dal Dipartimento di Stato.

L'annuncio mostra i volti del capo dei Pasdaran Ahmed Vahidi, del comandante Ali Abdollahi, del responsabile per i droni e le forze aerospaziali Said Aghajani, del capo del cyberwarfare Hamidreza Lashgarian e del direttore dell'intelligence Majid Khademi.

Sempre sul fronte delle tensioni nel Golfo Persico, Donald Trump ha comunicato la bonifica dello Stretto di Hormuz: "La Marina americana mi ha appena comunicato che tutte le mine presenti nelle acque internazionali dello Stretto di Hormuz sono state rimosse e/o fatte brillare. L'Iran è stato avvertito che qualsiasi nave o imbarcazione che dovesse posizionare nuove mine verrà immediatamente e sistematicamente distrutta", ha dichiarato l'ex presidente sul proprio social Truth, ribadendo che "è in vigore una politica di tolleranza zero assoluta riguardo al posizionamento di mine".

Le recenti mosse di Washington provocano intanto la dura reazione della Cina. Il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Lin Jian, ha criticato l'inasprimento delle misure restrittive e gli avvertimenti statunitensi ai Paesi che mantengono rapporti con l'Iran: "Abbiamo già dichiarato molte volte che ci opponiamo fermamente alle sanzioni unilaterali illegali", ha affermato Lin, assicurando che la Cina "adotterà tutte le misure necessarie per salvaguardare fermamente i propri diritti e interessi legittimi".

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