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- Roma - Mercoledì 22 Luglio 2026
'Odissea', Musk attacca di nuovo Nolan e rilancia: “Ne faremo un film con l'AI”
Il regista minimizza le polemiche, mentre il kolossal registra incassi record.
Il successo travolgente al botteghino di 'Odissea' non spegne le polemiche sollevate da Elon Musk contro l'ultimo kolossal di Christopher Nolan.
Dopo aver contestato la scelta di affidare il ruolo di Elena di Troia all'attrice nera Lupita Nyong’o, il patron di Tesla ha lanciato una vera e propria sfida al regista britannico, annunciando l'intenzione di produrre una propria versione del poema omerico interamente realizzata tramite intelligenza artificiale.
“Entro la fine dell’anno Grok realizzerà un lungometraggio dell’Odissea storicamente accurato e fedele all’opera di Omero”, ha proclamato il magnate sui social, condividendo un breve filmato di prova generato proprio dal sistema AI di X.
Come ricostruito da Hollywood Reporter, lo scontro s'inserisce in una più ampia crociata politica e culturale condotta dai sostenitori di Musk contro le produzioni hollywoodiane, accusate di piegarsi all'agenda "woke".
Il fondatore di SpaceX ha apertamente appoggiato le tesi del commentatore di destra Matt Walsh, il quale aveva dichiarato: “Ci viene detto che non dovremmo obiettare al fatto che Elena di Troia venga rappresentata come una donna nera. Eppure, se una grande casa di produzione hollywoodiana realizzasse un film ambientato in Africa e scegliesse un’attrice bianca per interpretare ‘la donna più bella d’Africa’, quelle stesse persone si scatenerebbero letteralmente in rivolte per le strade. Sappiamo tutti che è così”.
Un'analisi condivisa dallo stesso Musk con un commento perentorio: “Assolutamente vero. Che ipocrisia a Hollywood”.
Musk era peraltro già intervenuto con toni durissimi a margine di una fake news relativa al presunto casting dell'attore transgender Elliot Page nei panni di Achille, definendola “una delle cose più stupide e perverse che abbia mai sentito”.
Di fronte alle contestazioni sull'accuratezza storica, Christopher Nolan ha liquidato le polemiche come "irrilevanti": “Fa parte del gioco – ha dichiarato il regista – le discussioni prima che un film venga visto sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che partecipa a questi dibattiti sa ancora di cosa parli realmente il film”.
I fatti e i dati d'incasso stanno dando ragione al regista britannico. Il film si sta rivelando un autentico fenomeno di pubblico e critica: solo in Nord America ha registrato un incasso di 124,5 milioni di dollari in 3.900 sale, a cui si aggiungono altri 139,6 milioni intascati sui mercati internazionali. Cifre che segnano un debutto persino superiore a quello di Oppenheimer e rappresentano per Nolan il miglior avvio al box office dal 2012 (Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno).
Prodotto con un budget di 250 milioni di dollari (a cui si sommano circa 125 milioni di investimenti promozionali targati Universal), il film è tra i titoli VM14 più costosi della storia del cinema, forte del 95% di recensioni positive su Rotten Tomatoes e di un punteggio "A" assegnato dal pubblico su CinemaScore.
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