
- Prima Notizia 24
- Venerdì 24 Aprile 2026
Riso europeo al bivio: il 28 aprile voto decisivo a Strasburgo sulle tariffe agevolate
L'Ente Nazionale Risi lancia l'allarme sulla revisione del sistema SPG. Al centro del dibattito le soglie per la clausola di salvaguardia: il settore chiede limiti più bassi per proteggere il mercato interno dalle importazioni a dazio zero.
Il prossimo 28 aprile si preannuncia come una data cruciale per il futuro della risicoltura nell'Unione Europea. La sessione plenaria del Parlamento europeo sarà chiamata a votare la bozza di regolamento per la revisione del Sistema delle Preferenze Tariffarie Generalizzate (SPG).
Questo atto definirà le nuove norme per le importazioni dai Paesi Meno Avanzati (PMA) nell’ambito del regime "Everything But Arms" (Tutto tranne le armi).
Il punto critico della discussione riguarda la clausola di salvaguardia automatica. Sebbene l'accordo raggiunto nel trilogo dello scorso dicembre ne preveda l'adozione, le attuali soglie di importazione che farebbero scattare il ripristino dei dazi sono considerate "estremamente pericolose" dall'Ente Nazionale Risi.
Tali limiti sono ritenuti incompatibili con la stabilità economica del settore risicolo europeo. Per questo motivo, diversi schieramenti politici hanno presentato emendamenti volti a stabilire soglie di importazione decisamente più basse.
L'obiettivo è creare un meccanismo di difesa tempestivo, capace di intervenire prima che il mercato comunitario venga saturato dalle importazioni a dazio zero.
La presidente dell'Ente Nazionale Risi, Natalia Bobba, ha sottolineato l'importanza vitale della consultazione: “Il voto del 28 aprile rappresenta un crocevia fondamentale per la sopravvivenza delle nostre aziende – auspichiamo che in aula prevalga il buon senso e che gli eurodeputati votino per permettere al nostro settore di competere in un mercato globale sempre più instabile, garantendo la dignità del lavoro dei nostri agricoltori”.
Secondo l'Ente, solo un intervento correttivo sulle soglie potrà garantire alle aziende europee la possibilità di sopravvivere alla concorrenza internazionale, tutelando al contempo un comparto strategico per l'agroalimentare del continente.
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