“Signora Meloni…”, Silvio Berlusconi senza freni

Abbiamo chiesto al sociologo Rocco Turi una analisi sulle esternazioni rese da Silvio Berlusconi in questi giorni, e il dettaglio che a giudizio dello studioso balza maggiormente agli occhi è il “signora” usato dal leader di Forza Italia contro il premier indicato del prossimo Governo.

di Rocco Turi
Mercoledì 19 Ottobre 2022
Roma - 19 ott 2022 (Prima Notizia 24)

Abbiamo chiesto al sociologo Rocco Turi una analisi sulle esternazioni rese da Silvio Berlusconi in questi giorni, e il dettaglio che a giudizio dello studioso balza maggiormente agli occhi è il “signora” usato dal leader di Forza Italia contro il premier indicato del prossimo Governo.

Ragioniamo un po' sulla locuzione “signora” usata da Berlusconi nei confronti di Giorgia Meloni. Immaginiamo pure quale sarebbe stata la reazione di Berlusconi se la Meloni o qualsiasi altra persona si fosse rivolta all’ex Presidente del Consiglio indicandolo pubblicamente quale “signor Berlusconi”, piuttosto che ex Presidente o Presidente di numerose altre attività. Premettendo come all’estero sia normale segnalare chiunque quale “signora” o “signore”, questa formula - per la cultura italiana - è considerata del tutto aberrante.

Io stesso, con abitudine mitteleuropea e privo di cattiveria, ho avuto esperienza chiamando “signora” un medico nell’ospedale della mia città, avendo come risposta “dottoressa, prego!”.

Bene, in Italia chiamare “signora o signore” chi occupa un ruolo viene interpretato come disconoscimento di una qualità. Questo, a mio modesto parere, è stato lo scopo per il quale Silvio Berlusconi, ormai al crepuscolo, si sia rivolto con la locuzione “signora” nei confronti del Presidente del Partito Fratelli d’Italia, ovvero Presidente del Partito dei Conservatori e dei Riformisti Europei.

La vulgata italiana è piena di esempi che confermano questo ragionamento. Incontrando prima volta Giovanni Falcone, lo stesso Buscetta si rivolse al magistrato appellandolo quale “signor Falcone” per sminuire il suo ruolo; ma lo stesso Falcone pensò immediatamente di correggere pressappoco così il mafioso che aveva davanti a sé: “Io sono il giudice Falcone”. Questa è la cultura prevalente nella nostra Nazione. E Berlusconi, come chiunque non desideri riconoscere un ruolo altrui, con la sua uscita “signora Meloni” non ha fatto altro che confermare una delle culture più retrograde in Europa, nella quale non si fa altro che anteporre un titolo o un ruolo occupato piuttosto che il merito.

Tuttavia, trattandola da “signora”, piuttosto che futuro Presidente del Consiglio, pare che nelle sue contraddittorie esternazioni Silvio Berlusconi abbia voluto inserire un subdolo messaggio riguardo il ruolo di Andrea Giambruno, compagno di Giorgia Meloni e giornalista in attività in Mediaset. Questi nega di essere stato messo da parte nella conduzione di Studio Aperto per motivi correlati ma, con l’invito alla “signora Meloni” ad essere meno “supponente, prepotente, arrogante e offensiva”, la scelta sembra molto vicina ad elemento di trattativa insieme con la richiesta delle poltrone ministeriali più gradite. Chi lo sa? Vedremo. 


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