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- Roma - Martedì 26 Maggio 2026
"Stabilicum", il rischio di un effetto paradosso: la nuova legge elettorale può consegnare l'Italia allo stallo
L'analisi tecnica del ddl svela i limiti del meccanismo studiato dal centrodestra per blindare la governabilità. Se le opposizioni temono un premio di maggioranza incostituzionale, le simulazioni sui dati reali del 2018 e del 2022 dimostrano che il sistema fallirebbe l'obiettivo della stabilità, rivelandosi efficace solo nell'attuale fotografia dei sondaggi.
La proposta di riforma elettorale licenziata dalla maggioranza di governo rischia di produrre un clamoroso effetto boomerang, mancando l'obiettivo primario per il quale è stata concepita: la governabilità.
Il meccanismo battezzato "Stabilicum", attualmente all'esame delle camere, nasconde infatti un'insidia di fondo che, anziché blindare la stabilità dell'esecutivo, potrebbe condannare il Parlamento alle larghe intese e alle paludi dei veti incrociati, in modo non difforme da quanto avviene con l'attuale sistema in vigore. Da un lato, i partiti di minoranza denunciano i pericoli legati a un super-bonus di seggi giudicato sproporzionato e a forte rischio di incostituzionalità qualora la coalizione vincente sfiorasse la metà dei consensi; dall'altro, le proiezioni tecniche svelano uno scenario speculare e altrettanto critico, in cui la legge finirebbe per istituzionalizzare un perfetto pareggio aritmetico.
A smontare la narrativa della stabilità a tutti i costi sono i dati emersi dai dossier degli uffici studi parlamentari. Applicando retroattivamente le regole dello Stabilicum agli esiti delle ultime due tornate elettorali per il rinnovo delle Camere, si nota come la riforma non avrebbe superato la prova dei fatti né nel 2018 né nel 2022.
Prendendo come riferimento le politiche del 2022, il premio di maggioranza non solo si sarebbe rivelato del tutto superfluo per la nascita dell'esecutivo — che si avvia a diventare il più longevo della storia repubblicana pur senza correttivi d'aula — ma avrebbe paradossalmente penalizzato i vincitori. Con la nuova legge, infatti, il centrodestra avrebbe ottenuto una rappresentanza parlamentare inferiore a quella odierna, scendendo dai 237 deputati attuali a una quota vicina ai 220 seggi.
I limiti strutturali più evidenti emergono però se si analizza il quadro frammentato del 2018, l'anno del triplo cambio di governo e della fine prematura della legislatura. Lo Stabilicum prevede l'assegnazione automatica del premio solo al raggiungimento del 40% dei voti da parte della coalizione più eletta; al di sotto di tale asticella, il ricorso al ballottaggio è vincolato alla condizione che le prime due forze politiche si attestino entrambe in una forchetta compresa tra il 35% e il 40%. In assenza di questi requisiti, il testo impone una ripartizione puramente proporzionale, anticamera dello stallo.
Nel 2018 il centrodestra guidò i consensi fermandosi al 37%, seguito dal Movimento 5 Stelle al 32% e dal centrosinistra al 22%: una scomposizione tripolare che, con le nuove regole, avrebbe fatto scattare il proporzionale puro, senza alcun premio o secondo turno, congelando la paralisi istituzionale.
L'obiezione secondo cui le regole del gioco influenzano la nascita dei cartelli elettorali si scontra, in quel caso specifico, con la natura fortemente identitaria del Movimento 5 Stelle dell'epoca, la cui corsa solitaria rispondeva a precise scelte politiche che escludevano intese preventive con i partiti tradizionali.
Lo Stabilicum si configura così come uno strumento strutturato esclusivamente sulla contingenza attuale descritta dalle rilevazioni demoscopiche: un bipolarismo consolidato con due blocchi contrapposti agganciati attorno al 45%. In questo preciso e limitato contesto, la legge eviterebbe il pareggio garantendo la vittoria a chi conquista anche un solo voto in più. Se tuttavia l'attuale assetto delle coalizioni dovesse frammentarsi in futuro, il Paese si ritroverebbe esposto ai medesimi rischi del passato, oscillando pericolosamente tra il vuoto di potere del 2018 e il ridimensionamento della vittoria del 2022.
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