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- Roma - Mercoledì 29 Luglio 2026
A Roma il vertice dell'Alleanza globale per Gaza: Tajani incorona la città "capitale della pace"
Alla Farnesina il vertice con Arabia Saudita e Autorità Palestinese sulla soluzione a due Stati. Aghabekian: "L'unica via percorribile, l'occupazione eterna è un'illusione".
Roma al centro della diplomazia internazionale per la crisi in Medio Oriente. La Farnesina ha ospitato la seconda giornata della riunione dell'Alleanza Globale per la soluzione a due Stati, con un vertice co-presieduto dal ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani e dal ministro saudita, il Principe Faisal bin Farhan, alla presenza della ministra degli Esteri dell'Autorità Palestinese Varsen Aghabekian.
Nell'aprire i lavori, Tajani ha tracciato il solco del partenariato strategico con Riad e della visione italiana proiettata verso la regione del Mediterraneo allargata, che dalla sua prospettiva si estende fino al Golfo e oltre l'India. L'Arabia Saudita viene definita dal titolare della Farnesina come un partner politico, economico e di sicurezza fondamentale, ponendo l'accento sulla centralità del Golfo nei processi di stabilità.
"Abbiamo portato questa visione del G7 in Europa e nella Nato. Per questo siamo uniti di unire le forze per sostenere ogni iniziativa che possa contribuire alla pace. E l'obiettivo di questo incontro è dare un forte messaggio politico di sostegno alla prospettiva di due Stati. Sappiamo bene che è un lavoro non facile, ma siamo determinati nel raggiungere l'obiettivo. Anzi, proprio la difficoltà ci impegna a lavorare insieme, Arabia Saudita e Italia, ancora di più insieme", ha sottolineato Tajani.
Sul nodo del potenziale riconoscimento dello Stato di Palestina, il vicepremier ha chiarito la posizione italiana precisando i paletti della diplomazia di Governo: "Noi siamo assolutamente favorevoli a riconoscere lo Stato palestinese, ma prima deve esserci lo Stato palestinese. Stiamo lavorando per quello. La due giorni di ieri e di oggi serve anche a raggiungere questo obiettivo. Ma finché c'è Hamas che è armata, cosa riconosciamo?".
Tajani ha poi rivendicato il ruolo guida svolto dalla diplomazia italiana nello scacchiere mediorientale, rimarcando come l'appuntamento sull'opzione dei due Stati precederà un altro passaggio cruciale: "Questa due giorni sulla soluzione a due Stati a cui poi si unirà la due giorni di dialoghi tra libanesi e israeliani per raggiungere un accordo sul Libano, dimostra quanto Roma stia diventando capitale della pace, che l'Italia sia centrale nella fase in cui serve rafforzare il dialogo e svolgere un ruolo diplomatico importante per costruire la pace dell'intero Medio Oriente".
Sul fronte palestinese, a margine del colloquio bilaterale con Tajani, la ministra Varsen Aghabekian ha insistito sulla necessità di una svolta politica e sul tema della sovranità territoriali, lanciando un chiaro avvertimento sui rischi che corre l'intera area. "Affinchè la pace prevalga in Medio Oriente, è necessaria la giustizia. E la giustizia implica la soluzione dei Due Stati, poiché questa è l'unica via percorribile oggi per Israele e la Palestina, nonostante tutte le sfide che tale soluzione deve affrontare", ha dichiarato la ministra dell'Autorità Palestinese.
Aghabekian ha poi rilanciato: "A questo proposito, è importante tornare a discutere della questione del riconoscimento. Se vogliamo che la pace prevalga, dobbiamo inviare a Israele un messaggio molto chiaro: l'illusione di poter mantenere un territorio occupato in eterno è insostenibile".
Nel delineare la situazione sul campo, la rappresentante dell'AP ha ricordato come la Striscia di Gaza si trovi oggi in rovina e completamente devastata, ponendo l'accento anche sui crescenti attriti nei territori occupati: "In Cisgiordania assistiamo oggi a un'impennata del terrorismo dei coloni, alimentato dal sostegno di esponenti del governo israeliano e delle forze di sicurezza. Quel terrorismo ci condurrà verso scenari inimmaginabili: la devastazione derivante dal perdurare di violenza e terrorismo non colpirà soltanto palestinesi o israeliani, ma l'intera regione".
Il summit di Roma segue la prima sessione di lavoro a carattere tecnico svoltasi nel pomeriggio di ieri, alla quale hanno preso parte 25 delegazioni internazionali — tra cui Egitto, Regno Unito, Germania, Francia, Spagna, Stati Uniti, Unione Europea e Lega Araba — per verificare i progressi sul processo politico israelo-palestinese alla luce della Risoluzione 2803 del Consiglio di Sicurezza ONU e del Board of Peace. Nel corso dell'incontro si è tenuto anche l'intervento da remoto del responsabile per Gaza del Board of Peace, Nickolay Mladenov, impegnato nell'attuazione del Piano di Pace in 20 Punti.
Gli spunti operativi emersi dalla due giorni romana serviranno da traccia per la successiva riunione ministeriale dell'Alleanza, in programma a settembre in occasione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York.
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