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  • Milano - Venerdì 31 Luglio 2026

Addio a don Antonio Mazzi, il sacerdote che ha dedicato la vita ai ragazzi più fragili

Fondatore della Comunità Exodus, aveva trasformato l'accoglienza in un percorso di rinascita per migliaia di giovani. Aveva 96 anni.

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Si è spento all'età di 96 anni don Antonio Mazzi, sacerdote, educatore e fondatore della Fondazione Exodus, una delle figure più autorevoli del Terzo Settore italiano e protagonista di decenni di impegno a favore dei giovani in difficoltà, delle persone con dipendenze e di chi viveva ai margini della società.

Nato a Verona nel 1929, don Mazzi ha dedicato la propria vita a costruire percorsi di recupero fondati sull'educazione, sulla responsabilità e sulla fiducia nelle persone. Nel 1984 diede vita a Exodus, avviando nel Parco Lambro di Milano un progetto destinato a crescere fino a diventare una rete nazionale di comunità, centri educativi e servizi di sostegno rivolti ad adolescenti, giovani e famiglie.

Il suo metodo si è sempre distinto per un approccio che andava oltre l'assistenza, puntando al recupero della dignità personale e all'autonomia. Per migliaia di ragazzi, Exodus ha rappresentato la possibilità di ricominciare dopo esperienze segnate dalla tossicodipendenza, dall'emarginazione o da profonde fragilità sociali.

Don Mazzi è stato anche autore di libri, opinionista, giornalista e volto televisivo, contribuendo negli anni al dibattito pubblico sui temi dell'educazione, della famiglia e del disagio giovanile. Il suo linguaggio diretto e spesso provocatorio ha caratterizzato una lunga attività di sensibilizzazione, sempre accompagnata dal lavoro quotidiano nelle comunità.

Con un messaggio diffuso dalla Fondazione Exodus, educatori e ragazzi hanno ricordato il fondatore sottolineando l'eredità umana e educativa lasciata in oltre quarant'anni di attività: "Don Antonio ci ha insegnato a camminare, spesso controvento, ma sempre insieme".

Tra le frasi che più ne hanno segnato il percorso, quella ripetuta negli incontri con i giovani: "I giovani non sono vasi da riempire, ma fuochi da accendere".

La scomparsa di don Antonio Mazzi rappresenta una perdita significativa per il mondo del volontariato, del sociale e dell'educazione italiana. Il suo lavoro ha lasciato un'impronta profonda nella costruzione di modelli di accoglienza e recupero che hanno accompagnato generazioni di giovani verso una nuova possibilità di vita.

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