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  • Roma - Domenica 14 Giugno 2026

Addio a Luisa Muraro, si spegne a 86 anni una delle grandi voci del femminismo italiano

Luisa Muraro, filosofa e pioniera del femminismo italiano, è scomparsa, lasciando un'eredità culturale e intellettuale profonda e duratura.

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Una vita la sua, dedicata al pensiero, all'insegnamento e alla libertà delle donne. 

Il mondo della cultura italiana perde una delle sue figure più autorevoli. È morta Luisa Muraro, filosofa, scrittrice, insegnante e protagonista della storia del femminismo contemporaneo. Avrebbe compiuto 86 anni il giorno successivo alla sua scomparsa. Con la sua attività intellettuale, il suo insegnamento e il suo impegno civile, Muraro ha contribuito a ridefinire il pensiero femminista in Italia, lasciando un'eredità fatta di libri, saggi, conferenze e riflessioni che hanno influenzato generazioni di donne e uomini. Tra le fondatrici della storica Libreria delle Donne di Milano, è stata una delle principali teoriche del cosiddetto “pensiero della differenza”, corrente filosofica che ha segnato profondamente il dibattito culturale italiano ed europeo.

Il ricordo della Libreria delle Donne

La notizia della sua morte è stata accolta con commozione dalla Libreria delle Donne di Milano, luogo simbolo del femminismo italiano nato anche grazie al suo contributo. In un messaggio pubblicato sui social, la comunità della libreria ha ricordato Muraro come una figura capace di lasciare un segno profondo in chiunque abbia avuto occasione di incontrarla o leggere i suoi scritti. “Luisa era una maestra, lo è stata per i suoi studenti, dalla scuola media all'Università di Verona, dove ha insegnato tanti anni e dove ha dato vita con altre alla comunità filosofica Diotima, per le donne e gli uomini che l'hanno letta e ascoltata, per chi ha avuto la fortuna di pensare con lei”. Parole che restituiscono l'immagine di una donna che ha fatto dell'insegnamento e della condivisione del sapere una vera missione.

Dagli studi di filosofia all'impegno educativo

Nata a Montecchio Maggiore, in provincia di Vicenza, il 14 giugno 1940, Luisa Muraro si laureò in Filosofia all'Università Cattolica di Milano. Negli anni Settanta compì una scelta controcorrente, decidendo di lasciare il percorso accademico tradizionale per dedicarsi all'insegnamento nella scuola dell'obbligo. Una decisione che rifletteva la sua convinzione che il sapere dovesse essere accessibile e capace di incidere concretamente sulla società. In quegli stessi anni partecipò all'esperienza pedagogica e culturale de “L'erba voglio”, il progetto antiautoritario promosso insieme allo psicanalista Elvio Fachinelli e alla scrittrice e attivista Lea Melandri, diventato uno dei laboratori più significativi del rinnovamento educativo italiano.

La nascita della Libreria delle Donne e il femminismo della differenza

Il 1975 rappresentò una tappa fondamentale della sua vita e della storia del movimento femminista italiano. Insieme a Lia Cigarini e ad altre protagoniste del movimento, Muraro fondò la Libreria delle Donne di Milano, destinata a diventare uno dei principali centri di elaborazione politica e culturale del femminismo. Da quell'esperienza nacquero riflessioni e pubblicazioni che avrebbero contribuito a costruire una nuova visione del rapporto tra donne, società e linguaggio. Tra le opere più influenti figura “Non credere di avere dei diritti”, pubblicata nel 1987, testo considerato ancora oggi una pietra miliare del pensiero femminista italiano.

L'esperienza all'Università di Verona e la comunità Diotima

Per molti anni Luisa Muraro ha insegnato Filosofia presso l'Università di Verona, dove nel 1984 contribuì alla nascita della comunità filosofica Diotima insieme ad Adriana Cavarero, Anna Maria Piussi, Elvia Franco e altre studiose. Diotima è diventata nel tempo uno dei più importanti laboratori di ricerca sul pensiero delle donne e continua ancora oggi la propria attività, mantenendo vivo il patrimonio teorico sviluppato dalle sue fondatrici. L'esperienza veronese rappresentò uno dei momenti più significativi della sua produzione intellettuale, permettendole di sviluppare e approfondire temi che avrebbero caratterizzato tutta la sua riflessione filosofica.

Un ponte tra il pensiero europeo e quello italiano

Muraro ebbe anche un ruolo importante nella diffusione in Italia delle opere di Luce Irigaray, filosofa e teorica femminista belga tra le più influenti del Novecento. Attraverso il suo lavoro di traduzione contribuì a far conoscere al pubblico italiano alcuni dei testi fondamentali della filosofia femminista europea, favorendo il dialogo tra esperienze e tradizioni culturali diverse.

Una produzione letteraria e filosofica che attraversa decenni

La sua attività di scrittura ha accompagnato l'intera carriera, dando vita a un corpus di opere che spaziano dalla filosofia alla storia, dalla riflessione religiosa alla teoria femminista. Tra i suoi titoli più importanti figurano “Maglia o uncinetto” del 1981, “Guglielma e Maifreda. Storia di un'eresia femminista” del 1985, “L'ordine simbolico della madre” del 1991 e “Il Dio delle donne”, pubblicato nel 2003. Negli anni successivi ha continuato a interrogarsi sul significato dell'essere donna e sul rapporto tra esperienza, linguaggio e spiritualità con opere come “Non è da tutti. L'indicibile fortuna di nascere donna” e “Dio è violent”. L'ultimo libro, “Esserci davvero”, una conversazione con Clara Jourdan pubblicata nel 2025 dalla Libreria delle Donne di Milano, rappresenta una sorta di testamento intellettuale, una riflessione sul presente e sul significato dell'esistenza.

Il cordoglio del mondo della cultura e delle istituzioni

Numerosi i messaggi di affetto e riconoscenza arrivati nelle ore successive alla notizia della sua morte. Laura Colombo, sulle pagine della Libreria delle Donne, ha ricordato il valore del suo insegnamento: “Luisa è stata per molte e molti una fonte di orientamento, con il suo pensiero ci ha rese capaci di esserci davvero, di andare a fondo nel presente”. Anche Lea Melandri ha voluto rendere omaggio alla filosofa, ricordando il lungo percorso condiviso nonostante le divergenze maturate nel corso degli anni. “Una divergenza sulle posizioni del femminismo ci ha allontanate senza per questo interrompere un dialogo critico alla distanza. Il filo conduttore della lunga storia che abbiamo condiviso non è mai venuto meno”. La scrittrice Chiara Valerio ha invece sottolineato il valore intellettuale della sua opera, affermando che i libri di Muraro le hanno insegnato “molte cose” e soprattutto che “si può non essere d'accordo”.

L'eredità di una pensatrice che ha cambiato il dibattito pubblico

Tra i tanti messaggi arrivati dal mondo delle istituzioni, quello di Piera Detassis, presidente e direttrice artistica della Fondazione Accademia del Cinema Italiano, che l'ha salutata con un semplice ma significativo: “Grazie per il pensiero della differenza”. Per la senatrice del Partito Democratico Valeria Valente, Muraro è stata “una delle teoriche e delle protagoniste più importanti del femminismo della seconda ondata in Italia, in Europa e nel mondo”. Monica Romano, consigliera comunale di Milano e vicepresidente della Commissione Pari Opportunità e Diritti Civili, l'ha ricordata come “una delle voci più autorevoli del pensiero della differenza sessuale in Italia, una donna che ha saputo trasformare la filosofia in pratica viva di relazione, libertà e autorità femminile”.

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