Alessia Piperno ha vissuto 45 giorni difficili fino ad oggi quando, a sorpresa, è stata liberata. A dirlo è la stessa trentenne romana, arrivata questo pomeriggio a Ciampino, durante un colloquio con il Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, che l'ha accolta all'Aeroporto Militare.
“Ho trascorso la mia detenzione in una cella con sei persone, è stato difficile ma non ho subito violenze”, ha proseguito. Il Sindaco ha invitato la giovane travel blogger in Campidoglio.
Il suo arresto era avvenuto il 28 settembre scorso, giorno del suo trentesimo compleanno. In un messaggio sui social, poi cancellato, il padre Alberto aveva reso noto che Alessia, che era in Iran da quasi 2 mesi, era stata “arrestata dalla polizia insieme a dei suoi amici mentre si accingeva a festeggiare il suo compleanno”, e di non essere a conoscenza delle ragioni del suo arresto e della carcerazione in una struttura di Teheran.
“Erano quattro giorni che non avevamo sue notizie, dal giorno del suo 30esimo compleanno, il 28 settembre. Anche il suo ultimo accesso al cellulare riporta quella data. Stamattina arriva una chiamata. Era lei che piangendo ci avvisava che era in prigione. Sono state solo poche parole ma disperate. Chiedeva aiuto”, aveva proseguito.
L'arresto era avvenuto mentre il Paese protestava per la morte di Mahsa Amini, la ragazza di 22 anni morta il 16 settembre dopo il suo arresto da parte della polizia morale per aver indossato il velo in modo inopportuno. Per sedare le proteste, le autorità hanno reagito con una dura repressione. In una nota del 30 settembre, il Ministero dell'Intelligence iraniano aveva accusato le “potenze straniere” di aver architettato le proteste, rendendo noto l'arresto di 9 persone “provenienti da Germania, Polonia, Italia, Francia, Paesi Bassi, Svezia” e altre nazioni non meglio precisate.
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