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- Roma - Lunedì 10 Agosto 2026
Allarme ambientale in Oman: chiazza di petrolio da 390 chilometri quadrati minaccia le coste
Il disastro provocato dall'incidente alla nave Caroline Bezengi. La contaminazione si trova a soli sette chilometri dal litorale, sotto monitoraggio costante dei tecnici.
Una vasta marea nera della superficie stimata in circa 390 chilometri quadrati si sta minacciosamente muovendo verso il litorale dell'Oman a seguito dell'avaria subita dalla petroliera Caroline Bezengi. L'allarme è stato lanciato dall'Autorità per l'ambiente dello Stato mediorientale.
“L’ultima analisi tecnica mostra che l’inquinamento da petrolio persiste nell’area marittima. La superficie della chiazza osservata è di circa 390 chilometri quadrati”, ha reso noto l'organismo governativo, spiegando come il sversamento si stia espandendo a nord-est dell'arcipelago di Al Hallaniyah puntando dritto verso la terraferma.
Allo stato attuale, la frangia più avanzata del greggio dista appena sette chilometri dalla riva, con un raggio d'azione complessivo lungo la traiettoria di spostamento che sfiora i 449 chilometri. Gli strumenti previsionali indicano che la marea potrebbe guadagnare ulteriori 121 chilometri verso nord-est nell'arco dei prossimi due giorni, sebbene la progressione effettiva rimanga subordinata al mutevole quadro dei venti e del moto ondoso.
Le unità tecniche di Muscat proseguono le operazioni di controllo avvalendosi di rilievi da satellite, elaborazioni matematiche e sopralluoghi diretti per pianificare gli interventi di contenimento.
L'imbarcazione coinvolta si era incagliata a fine giugno e già nella giornata di venerdì i soccorsi si erano mobilitati nel tentativo di arginare la fuoriuscita del carico. Stando a fonti di stampa, la nave risulta inserita nelle liste delle sanzioni stabilite da Unione Europea e Regno Unito per il trasporto di greggio e derivati di provenienza russa.
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