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Il mondo corre facendo dimenticare con la sua velocità fatti importanti ed accadimenti che fanno parte ormai della vita passata di ciascuna persona. Ad esempio martedì 16 maggio 2023 ricorre il 101 anno di nascita di Aldo Bonifati, considerato il “padre costruttore” dell’Università della Calabria, che cade guarda caso nel cinquantesimo anniversario del primo anno accademico 1972/1973 dello stesso Ateneo, la cui ricorrenza con il passare dei giorni sta passando nella indifferenza più totale, sia in ambito universitario che territoriale.
Eppure questa figura riservò con passione, amore ed impegno costante fin dal 1976, gli ultimi 41 anni della sua vita, essendo scomparso il 27 ottobre del 2017, alla costruzione delle strutture dipartimentali e scientifiche, il cui rapporto come titolare della concessione ebbe termine nel 2007, mentre gli ultimi 8 anni come presidente fondatore dell’Associazione Internazionale “Amici dell’Università della Calabria”, creata quale strumento di supporto alla tutela ed immagine positiva dell’Ateneo, quanto di mediazione del rapporto tra la società calabrese e la stessa Università.
Aldo Bonifati nasce a Castrovillari il 16 maggio 1922, percorrendo dopo gli studi, nell’arco di sessant’anni di attività imprenditoriale un percorso onorevole di lavoro fino a divenire uno dei maggiori operatori nazionali nel campo delle costruzioni.
Con le Società da lui fondate, avendo accanto l’amorevole supporto della moglie Rosetta Gugliotta, anch’essa nativa di Castrovillari, ha contribuito alla realizzazione, in Italia e all’estero, di grandi opere pubbliche, godendo della collaborazione professionale dei figli Vincenzo e Maurizio.
Oltre al progetto dell’Università della Calabria, il suo “grande amore” come lo definiva nei suoi ragionamenti, la sua attività di imprenditore edile lo ha portato a realizzare altre opere, come: la sede della Regione Emilia Romagna a Bologna; i padiglioni di Oncologia, Farmacia e trapianti di organi presso l’Ospedale “La Molinette” di Torino; la sede del rettorato dell’Università di Salerno a Fisciano; il Policlinico universitario di Germaneto a Catanzaro; il policlinico universitario e la Torre Biologica dell’Università di Messina; l’istituto d’informatica dell’Università di Bari; l’ampliamento dell’aeroporto internazionale della “Malpensa” di Milano; il grande ospedale regionale “G.Rummo” di Benevento; la ristrutturazione dell’Ospedale Spallanzani di Roma; il complesso direzionale di Roma- Settebagni; la tangenziale di Campobasso; l’autostrada Vittorio Veneto Pian di Vedoia nel Veneto; ed altre opere ancora di minore entità.
Nell’elenco figurano la realizzazione di altre strutture all’estero come: la concessione per la progettazione, costruzione e gestione dell’intera rete stradale ed autostradale della Bielorussia; nonché la realizzazione di un complesso edilizio per un milione di metri-cubi a Bangkok in Thailandia.
Il suo obiettivo era quello di realizzare l’intero complesso universitario dell’Università della Calabria scaturito dal progetto Gregotti e c’era quasi riuscito ottenendo nel 1998 dall’unione Europea la promessa di un finanziamento di 600 miliardi di lire per portare a compimento l’intera opera fino in località Settimo di Montalto Uffugo con la realizzazione del centro culturale, del centro servizi per le imprese, del centro affari, del centro sportivo regionale con stadio, palasport e piscine, un’area direzionale ed il centro espositivo, le scuole di specializzazioni e per ultimo la stazione ferroviaria sul tracciato Cosenza/Paola/Sibari. Tutto svanì a seguito di strumentali polemiche politiche locali ch’ebbero l’effetto in campo nazionale di una inutile opera per il territorio cosentino.
Il suo curriculum è ricco di riconoscimenti ed incarichi ufficiali svolti in ambito imprenditoriale, istituzionali a carattere culturale ed universitario: Presidente della Commissione Ministeriale per lo sviluppo delle Università meridionali; Presidente onorario dell’Istituto Internazionale di Tecnologia e innovazione di Roma; Vice Presidente dell’Istituto Internazionale di Epistemologia “Magna Grecia”.
Quale calabrese che ha portato alto il nome della Calabria ha ottenuto la medaglia d’oro da parte dell’Associazione il “Brutium” di Roma; come anche a seguire da parte dell’Associazione internazionale “I calabresi nel mondo” e del Centro Culturale Calabrese “Tre C” di Roma; mentre l’Assindustria di Cosenza, in occasione dell’Assemblea Generale del 28 novembre 2005, gli conferì un premio speciale “per il suo personale contributo dato all’affermazione della Confindustria nell’economia, nella società e nell’impresa cosentina”.
Non ha mai nascosto le sue emozioni e la sua felicità nella realizzazione del progetto Gregotti dell’UniCal. “Sembrava impossibile, eppure ce l’abbiamo fatta”, diceva ai suoi amici più fidati. “Oggi possiamo con orgoglio dire che la sfida l’abbiamo vinta: l’Università degli Studi della Calabria è una grande realtà ammirata in tutta Europa”.
Nel mese di settembre del 2009 istituì l’Associazione Internazionale “Amici dell’Università della Calabria”, quale strumento di mediazione e collegamento permanente tra le istituzioni nazionali, internazionali e regionali, il mondo economico ed imprenditoriale con la stessa Università, massima istituzione culturale calabrese. Tocca a lei continuarne l’opera nella realizzazione di questo compito così importante e strategico per la stessa Università.
Una lezione di grande umanità – Amava la sua Università e godeva nel vederla animata dai tanti giovani e giovane non solo calabresi quanto di altre regioni e dall’estero simbolo di un progresso e segno di civiltà. Amava essere tra di loro e soffermarsi a parlare ogni qualvolta l’Università promuoveva i suoi eventi più importanti come le visite dei Presidenti della Repubblica, Sandro Pertini, Carlo Azeglio Ciampi, Giorgio Napolitano, Sergio Mattarella; nonché del Presidente della Commissione Europea, Romano Prodi; come in occasione del conferimento della laurea “Honoris Causa” a Roberto Benigni, che in qualità di Presidente dell’Associazione Internazionale “Amici dell’Università della Calabria” gli conferì la pergamena n° 1 di Socio Onorario dell’Associazione. Lo abbiamo visto su quel parco molto emozionato con tanto entusiasmo addosso facendone una figura molto umana. Un valore a cui l’Università di oggi deve saper guardare profondendo nella comunità studentesca lo stesso entusiasmo e partecipazione che ha saputo creare in primo luogo con le maestranze del cantiere che le hanno portate a costruire le opere che oggi frequentiamo e vediamo; come nella comunità di docenti e non docenti che hanno goduto della sua stima ed amicizia durata fino agli ultimi istanti della sua vita.
Questo era Aldo Bonifati ed è con altrettanta gioia e compiacimento che ne tracciamo questo ricordo a chiusura del suo centenario della nascita e soprattutto nel pieno del cinquantesimo anniversario del primo anno accademico 1972/1973 dell’Università della Calabria; che non passi nel silenzio e nell’apatia di chi ne gode oggi i frutti. Una circostanza, alla luce del racconto appena fatto, che la comunità universitaria non dimentichi attraverso la intitolazione della piazzetta di accesso alla Biblioteca d’Ateneo, quale segno di uno spirito umanitario da promuovere e vivere.
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