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  • Roma - Domenica 19 Luglio 2026

APAMRI ricorda Paolo Borsellino: "Il suo esempio continui a guidare le nuove generazioni"

Nel 34° anniversario della strage di via D'Amelio l'Associazione Parlamentare di Amicizia con gli Insigniti al Merito della Repubblica Italiana rinnova l'impegno per la legalità. Di Matteo: "Onorare Borsellino significa rafforzare il patto di fedeltà allo Stato". Grillo: "Il suo sacrificio resta una luce per il Paese".

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A trentaquattro anni dalla strage di via D'Amelio, l'APAMRI – Associazione Parlamentare di Amicizia con gli Insigniti al Merito della Repubblica Italiana – rende omaggio alla memoria del giudice Paolo Borsellino e dei cinque agenti della scorta assassinati nell'attentato del 19 luglio 1992, riaffermando il valore della legalità, della giustizia e della fedeltà alle istituzioni come pilastri irrinunciabili della Repubblica.

Nel ricordare una delle pagine più dolorose della storia italiana, il presidente dell'Associazione, Cavaliere Ufficiale Riccardo Di Matteo, ha sottolineato come la figura del magistrato siciliano continui a rappresentare un riferimento morale per il Paese.

"Ricordare Paolo Borsellino – ha dichiarato – significa non soltanto onorare un servitore dello Stato che ha sacrificato la propria vita per la giustizia, ma rinnovare ogni giorno quel patto di fedeltà alle istituzioni che accomuna gli Insigniti al Merito della Repubblica Italiana. La sua testimonianza ci ricorda che la legalità non è un principio astratto, ma un impegno concreto che richiede responsabilità, coraggio e coerenza".

Un ricordo condiviso anche dal Segretario Generale dell'APAMRI, Commendatore Michele Grillo, in servizio presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, che ha richiamato il significato civile dell'eredità lasciata da Borsellino e dagli uomini e dalle donne che lo proteggevano.

"Il sacrificio di Paolo Borsellino e degli agenti della sua scorta rappresenta una ferita ancora aperta nella coscienza nazionale, ma è anche una luce che continua a indicare la strada alle nuove generazioni", ha affermato Grillo. "La lotta contro ogni forma di criminalità organizzata non può essere demandata esclusivamente alla magistratura e alle forze dell'ordine: è una responsabilità collettiva che chiama in causa istituzioni, scuola, associazioni e cittadini. È questo il patrimonio di valori che l'APAMRI intende custodire e promuovere".

L'Associazione ha voluto ricordare anche i cinque agenti della Polizia di Stato che persero la vita accanto al magistrato: Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina e Vincenzo Li Muli, caduti mentre svolgevano il proprio servizio al fianco di uno dei simboli della lotta a Cosa Nostra.

La strage di via D'Amelio, consumatasi il 19 luglio 1992, appena cinquantasette giorni dopo l'attentato di Capaci in cui morirono Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli agenti della scorta, segnò uno dei momenti più drammatici della storia repubblicana. L'esplosione di un'autobomba in via D'Amelio, a Palermo, pose fine alla vita del magistrato, ma non riuscì a spegnere il valore del suo insegnamento civile.

Entrato in magistratura giovanissimo, Borsellino fu tra i protagonisti del Pool Antimafia, contribuendo insieme a Giovanni Falcone, Rocco Chinnici, Antonino Caponnetto, Giuseppe Di Lello e Leonardo Guarnotta a costruire il percorso investigativo che avrebbe portato al Maxiprocesso di Palermo, una delle più importanti affermazioni dello Stato nella lotta contro la criminalità mafiosa.

Nel suo messaggio commemorativo, l'APAMRI richiama infine il valore dell'ultimo insegnamento lasciato dal magistrato palermitano: la convinzione che il contrasto alla mafia debba tradursi non soltanto nell'azione repressiva dello Stato, ma in una diffusa crescita culturale e civile capace di coinvolgere l'intera società.

Per l'Associazione, il ricordo di Paolo Borsellino non appartiene soltanto alla memoria storica, ma rappresenta un impegno quotidiano a difendere i principi di legalità, giustizia e servizio alla comunità sui quali si fonda la democrazia italiana.

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