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  • Roma - Martedì 8 Settembre 2026

Arte, a Roma la prima personale di Joan Alfaro Cabrera: alla Sala Dalí va in scena il "Surrealismo Andino"

Dal 10 settembre al 24 ottobre l'Instituto Cervantes ospita "Sesión Neón Andina", promossa dall'Ambasciata del Perù. In mostra oli, acquerelli e incisioni che fondono folklore e cromatismi fluo.

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Sbarca a Roma la prima mostra personale in Italia del pittore peruviano Joan Alfaro Cabrera. L'esposizione, intitolata Sesión Neón Andina, sarà ospitata dal 10 settembre al 24 ottobre 2026 nella Sala Dalí dell'Instituto Cervantes di Piazza Navona, grazie all'iniziativa dell'Ambasciata del Perù in Italia e con il sostegno della stessa istituzione culturale spagnola.

Il vernissage è fissato per giovedì 10 settembre alle 18.00 alla presenza dell'Ambasciatore Manuel Cacho-Sousa Velázquez, del Direttore dell'Istituto Ignacio Peyró e dell'artista nativo di Cajamarca.

La rassegna propone un itinerario pittorico tra incisioni, oli su tela e acquerelli che ripercorrono venticinque anni di attività dell'autore. Al centro della ricerca di Alfaro risiede il cosiddetto "Surrealismo Andino", un linguaggio figurativo caratterizzato dall'uso audace dei pigmenti al neon intrecciati all'iconografia tradizionale delle comunità peruviane.

Le tele mettono in scena un universo onirico popolato da figure femminili dai grandi occhi trasparenti e abiti sgargianti ispirati ai tessuti e alle usanze di regioni come Cuzco, Arequipa e Cajamarca.

È lo stesso artista a spiegare la genesi e il significato dell'impiego delle tonalità fluo nella propria produzione: "Il colore neon è sempre presente nelle mie opere. Di solito lo utilizzo sia per i dettagli, sia per creare un’energia vibrante nei personaggi. D’altronde, anche nel mondo andino viene usato molto nei telai. Allo stesso modo lo utilizzo nelle mie opere perché rende continuamente omaggio all’identità. Ho lavorato costantemente con pigmenti al neon e per venticinque anni di attività ho lavorato sull’identità andina, creando un dialogo tra l’olio e l’acrilico.

Riassumerei la mostra con due frasi: identità peruviana poiché il titolo 'Sesión Neón Andina' rappresenta per l’appunto l’identità peruviana e il meticciato andino nonché la vita quotidiana, tutti elementi che trovano espressione in questa mostra".

L'esposizione offre una chiave di lettura originale del patrimonio culturale sudamericano, affiancando ai simboli della memoria collettiva una visione estetica personale e d'avanguardia. "È un grande privilegio essere parte del mondo andino peruviano in quanto è proprio questo fattore che ha fatto sì che la mia arte sia maturata guardando il mondo in profondità - aggiunge l'autore - Ho scelto di esplorare la mia cultura più in dettaglio, quasi come se fosse un obbligo quello di cogliere la ricchezza del Perù e la sua immensa varietà di costumi tipici. Mi hanno sempre affascinato i colori vivi e ludici. L’effetto neon rende i miei lavori profondi e peculiari".

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