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  • Roma - Lunedì 22 Giugno 2026

Arte, Roma: gli spazi delle Case Romane del Celio ospitano “Lumen ex terra”, la nuova esposizione di Helidon Xhixha

L’artista, tra i principali scultori contemporanei, è noto per le sue monumentali opere in acciaio inossidabile che esplorano il rapporto tra luce, materia e ambiente.

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di Paola Pucciatti

La Capitale ospita “Lumen ex terra”, il nuovo progetto espositivo di Helidon Xhixha, tra i principali scultori contemporanei, noto per le sue monumentali opere in acciaio inossidabile che esplorano il rapporto tra luce, materia e ambiente.

L’esposizione, allestita appositamente per gli straordinari spazi delle Case Romane del Celio, uno dei contesti archeologici più suggestivi e stratificati della città, sarà visitabile fino al 27 settembre 2026.

Il senso del progetto è insito nel titolo: una luce che emerge dalla profondità, che attraversa la materia e restituisce memoria. La scultura da forma diventa esperienza e si trasforma senza imporsi nello spazio in cui si trova, ma lo rivela.

Le opere di Helidon Xhixha si inseriscono negli ambienti ipogei, in un percorso pensato come attraversamento progressivo dello spazio, dove scultura contemporanea e architettura antica dialogano perfettamente tra loro. Il percorso espositivo si trasforma così in una sequenza di incontri, in cui ogni opera dialoga con lo spazio che la accoglie. 

Le sculture monumentali in acciaio inox come Torso d’acciaio, Teuta o Dea d’acciaio si inseriscono nelle architetture antiche come presenze quasi archetipiche, mentre lavori come Inner Peace, Reflection e Harmony of Light attivano una dimensione più intima e percettiva. Le opere Sonda di Luce, Getto di Luce e Sostegno di Luce, guidando lo sguardo e il movimento del visitatore, ne accompagnano l’attraversamento negli ambienti ipogei.

Le opere di Xhixha, realizzate soprattutto in acciaio inox lucidato a specchio, si distinguono per la capacità di trasformare la materia in superficie riflettente e dinamica. Oltre ad occupare lo spazio, lo attivano e lo assorbono restituendo l’ambiente circostante incorporandone affreschi, murature e architetture in un sistema dinamico di immagini in continua trasformazione. Il metallo non è più solo struttura, ne assorbe lo spazio e lo restituisce trasformato.

Le opere in bronzo lucidato amplificano il dialogo tra luce, densità e riflesso.

Le Case Romane del Celio, situate sull’omonimo colle a pochi passi dalla Basilica dei Santi Giovanni e Paolo, rappresentano uno dei complessi archeologici più affascinanti e meno convenzionali di Roma. Nei sotterranei si trovano ambienti appartenenti a diverse fasi abitative, dal II al IV secolo d.C.. Inizialmente domus di epoca imperiale che nel tempo si sono trasformate assumendo nuove funzioni. L’architettura conserva tracce di vita domestica tra età imperiale e tarda antichità, affreschi e murature raccontano secoli di stratificazione.

In questi ambienti il lavoro di Xhixha si innesta come elemento attivo. Le superfici riflettenti amplificano la dimensione illusionistica già propria degli ambienti dipinti, incorporando lo spazio archeologico e restituendolo in forma dinamica, moltiplicata e instabile.

Ne emerge un campo percettivo stratificato, in cui passato e presente coesistono trasformandosi continuamente. Il visitatore diventa parte integrante dell’opera: il movimento attiva la visione e modifica costantemente la percezione, generando un’esperienza sempre diversa e mai definitiva.

Helidon Xhixha, formatosi tra Milano e Londra, ha presentato dalla metà degli anni 2000 le sue installazioni in contesti di rilievo internazionale, tra cui la Biennale di Venezia con l’opera Iceberg, nel 2015, potente riflessione sul cambiamento climatico, e numerosi progetti pubblici tra Europa, Medio Oriente e Stati Uniti. Nel 2025 realizza Giubileo di Luce presso l’Abbazia di San Galgano, a Siena, dove una monumentale croce in acciaio alta sette metri trasforma lo spazio in un’esperienza immersiva tra arte contemporanea e spiritualità.

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