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  • Venezia - Venerdì 12 Giugno 2026

Arte, Venezia: al Museo del Vetro di Murano la mostra di Marco Toso Borella sull'alienazione digitale

Apre i battenti l'esposizione intitolata "Babel", curata dalla Fondazione Musei Civici di Venezia e visitabile fino alla primavera del prossimo anno. Attraverso venti creazioni mai esposte prima, l'artista veneziano reinterpreta l'antica lavorazione della foglia d'oro per riflettere sull'isolamento provocato da social network e intelligenza artificiale.

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La secolare tradizione vetraria lagunare si trasforma in uno specchio critico per analizzare le contraddizioni della società iperconnessa. Ha preso ufficialmente il via presso gli spazi espositivi del Museo del Vetro di Murano la rassegna personale "Babel", incentrata sulla produzione di Marco Toso Borella.

L'evento culturale, promosso e organizzato dalla Fondazione Musei Civici di Venezia, rimarrà aperto al pubblico e fruibile fino al 30 marzo 2027. Il cuore pulsante dell'esposizione si sviluppa attorno a una selezione di venti opere d'arte totalmente inedite, concepite dal maestro muranese, figura di primo piano nella rivisitazione moderna della decorazione a graffito eseguita su foglie di metallo prezioso applicate alle superfici vitree.

Il percorso concettuale di questa installazione mette a fuoco il contrasto stridente dell'epoca attuale, caratterizzata da una reperibilità costante che si traduce spesso in un'incapacità profonda di stabilire contatti autentici. Le realizzazioni esposte richiamano una serie di simboli e allegorie che riflettono le inquietudini e le pressioni tipiche di questo secolo.

Tra i temi centrali emergono lo smarrimento e il distacco emotivo alimentati dalle piattaforme web, le implicazioni derivanti dall'avvento dell'intelligenza artificiale e la progressiva cancellazione dei tratti identitari nei rapporti umani.

L'interazione geometrica tra i riflessi luminosi, l'effetto specchiato e le scanalature prodotte dall'incisione permette non solo di veicolare questo messaggio sociale, ma anche di rilanciare l'importanza accademica di un antico mestiere locale reinserito nei circuiti dell'avanguardia.

L'elemento di forte novità dell'esposizione risiede nella specifica metodologia operativa brevettata dall'autore, una formula battezzata ufficialmente col nome di "Murano Glass Gold Graffito 3D". Questo approccio rappresenta la naturale evoluzione tecnologica e stilistica della classica tecnica decorativa medievale e rinascimentale.

La complessa sequenza di esecuzione prevede l'intaglio eseguito interamente a mano sulla superficie dorata, a cui segue una stesura geometrica del vetro a strati sovrapposti e l'inserimento di pigmenti colorati su differenti piani focali. Sfruttando le proprietà ottiche della materia, i giochi di luce e la stratificazione dello spessore, l'artista riesce a generare composizioni figurative dotate di una reale profondità volumetrica e di una forte carica narrativa.

La rassegna propone di conseguenza un itinerario che fonde i linguaggi della modernità con l'eredità storica e l'essenza stessa della civiltà veneziana, confermando una volta di più come la lavorazione del vetro di Murano non sia un retaggio museale cristallizzato nel passato, ma uno strumento comunicativo flessibile, vivo e pienamente inserito nel dibattito culturale contemporaneo.

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