
- Prima Notizia 24
- Roma - Martedì 28 Luglio 2026
Aumento del prezzo delle sigarette, la Sif avverte: "Sia uno strumento di prevenzione, non un modo per fare cassa"
I farmacologi aderiscono alla campagna per un rincaro di 5 euro a pacchetto: gli incrementi di pochi centesimi non modificano le abitudini dei consumatori.
Il dibattito sul prezzo del tabacco si riaccende. Di fronte all'ipotesi avanzata dal governo di ritoccare al rialzo i costi per finanziare il taglio delle accise — misura che incontra il fermo no del leader leghista Matteo Salvini —, la Società Italiana di Farmacologia (SIF) prende una posizione netta: considerare i rincari un semplice strumento di gettito fiscale è un errore di prospettiva.
Secondo gli esperti della SIF, la misura deve avere ben altre finalità: "La tassazione del tabacco non deve essere una misura occasionale di bilancio, da introdurre o ritirare in funzione delle necessità finanziare del momento", precisano i farmacologi, aggiungendo che si tratta "innanzitutto uno strumento di prevenzione e tutela della salute pubblica, che deve avere l’obiettivo esplicito di ridurre il numero dei fumatori, impedire l’avvicinamento dei più giovani alla nicotina e diminuire il peso sul Ssn delle patologie correlate al fumo".
Su questo presupposto la SIF ha scelto di sostenere la campagna "5 euro contro il fumo", lanciata da AIOM, Fondazione AIRC e Fondazione Umberto Veronesi. L'iniziativa, che mira a un aumento netto di cinque euro su tutti i prodotti contenenti nicotina o tabacco, "indica la prospettiva che le istituzioni italiane dovrebbero adottare: utilizzare la leva fiscale in modo deciso per ridurre i consumi e tutelare concretamente la salute pubblica".
Sulla questione è intervenuto direttamente Armando Genazzani, presidente della SIF, sottolineando come di fronte ai danni del fumo "non sono accettabili esitazioni, compromessi, opportunismi politi e aumenti puramente simbolici". Il presidente richiama l'esperienza internazionale, spiegando che "Francia, Regno Unito e Australia hanno dimostrato che sul tabagismo si interviene con politiche strutturali, continuative e riconoscibili. Anche l’Italia deve assumersi questa responsabilità".
La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità "considera l’aumento della tassazione uno degli strumenti più efficaci per diminuire i consumi, salvare vite e ridurre i costi sostenuti dai sistemi sanitari", mentre ritocchi minimi di pochi centesimi "rischiano di non modificare in modo sostanziale i comportamenti dei consumatori".
Per incidere realmente sulla popolazione serve un intervento d'impatto. "Se si vuole davvero ridurre il numero del fumatori, il prezzo deve crescere in modo significativo", ribadisce Genazzani, evidenziando che "Cinque euro in più rappresentano una misura chiara, percepibile e potenzialmente efficace, soprattutto per impedire che i giovani diventino i fumatori di domani".
Un'impostazione che, conclude il docente, non ha alcun intento punitivo: non si tratta infatti di "una misura contro i fumatori: è una misura contro la dipendenza e contro le malattie causate dal tabacco".
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