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- Roma - Lunedì 8 Giugno 2026
Ballottaggi: al via le procedure di spoglio, a Lecco centrodestra in vantaggio. Affluenza in calo al 52,07%
I seggi elettorali si sono chiusi alle 15.00, avviando lo spoglio per i ballottaggi in 42 comuni.
I seggi elettorali si sono chiusi tassativamente alle ore 15.00 di oggi, dando il via immediato alle operazioni di spoglio per i ballottaggi delle elezioni comunali 2026.
La tornata amministrativa di secondo turno ha interessato 42 comuni italiani con popolazione superiore ai 15mila abitanti, richiamando alle urne una platea complessiva di oltre 1,13 milioni di elettori.
Tra le sfide più attese spiccano quelle che decreteranno i nuovi sindaci di sei importanti capoluoghi di provincia: Agrigento, Arezzo, Chieti, Lecco, Macerata e Trani. Il dato politico e sociale più evidente è la flessione della partecipazione democratica.
Secondo i dati definitivi ufficializzati dal portale 'Eligendo' del ministero dell'Interno, l'affluenza nazionale si è attestata al 52,07%, facendo registrare una contrazione dell'8,41% nel confronto con il primo turno di due settimane fa, quando si era recato a votare il 60,48% degli aventi diritto. Il trend al ribasso era emerso già nella serata di domenica, con la rilevazione delle ore 23.00 ferma al 39,79% rispetto al 46,56% della prima domenica di voto.
I primissimi dati relativi al conteggio delle schede arrivano dal nord della penisola, nello specifico dal comune di Lecco. Con 16 sezioni scrutinate su un totale di 43, il candidato sindaco della coalizione di centrodestra, Filippo Boscagli, si trova momentaneamente in vantaggio raccogliendo il 51,04% delle preferenze. Lo insegue a stretto giro il rappresentante dello schieramento di centrosinistra, Mauro Gattinoni, che al momento si attesta al 48,96% dei voti validi.
Nel comune lombardo il calo dei votanti è stato molto circoscritto: i dati del Viminale evidenziano un'affluenza finale al 59,29%, un valore solo leggermente inferiore al 60,46% riscontrato quattordici giorni fa. La situazione si presenta invece diversificata negli altri capoluoghi monitorati, a partire dalla Toscana.
Ad Arezzo i dati definitivi certificano una partecipazione al voto del 53,11% degli aventi diritto, in netta diminuzione rispetto al 59,30% registrato in prima battuta. Nel capoluogo aretino la sfida diretta vede contrapposti Marcello Comanducci per il centrodestra, forte del 43,81% incassato due settimane fa, e Vincenzo Ceccarelli per l'alleanza di centrosinistra e Movimento 5 Stelle, che partiva dal 32,36% dei consensi. Resta fuori dalla competizione decisiva il terzo polo civico e di centro guidato da Marco Donati, che al primo turno si era fermato al 20,49%.
Scendendo lungo la penisola, i dati territoriali documentano una drastica rinuncia al voto nelle regioni meridionali e insulari. Nel comune pugliese di Trani, la piattaforma ministeriale 'Eligendo' ha fissato l'affluenza definitiva al 50,46%. Il calo per la comunità locale è pesante e sfiora i 15 punti percentuali rispetto al primo turno, quando la percentuale dei votanti aveva toccato quota 65,19%. Nel comune adriatico il testa a testa per la fascia tricolore si gioca tra Marco Galiano, sostenuto dal centrosinistra, e Angelo Guarriello, alla guida della coalizione di centrodestra.
La contrazione più vistosa e preoccupante dei votanti si registra tuttavia in Sicilia. Ad Agrigento, secondo quanto diffuso ufficialmente tramite i canali telematici della Regione Siciliana, l'affluenza si è fermata ad appena il 41,03%. La città dei templi segna così un vero e proprio crollo verticale di circa il 18% nel confronto con la tornata precedente, quando alle urne si era presentato il 59,19% del corpo elettorale. Per la poltrona di primo cittadino la partita è ristretta a Michele Sodano per il centrosinistra e Dino Alonge, appoggiato dal ticket di centrodestra composto da Fratelli d'Italia e Forza Italia.
I quadri politici si completano con gli ultimi due capoluoghi provinciali in attesa dei verdetti dello spoglio. A Chieti le urne decreteranno il vincitore tra Giovanni Legnini, espressione di un accordo ampio tra centrosinistra e Movimento 5 Stelle, e lo sfidante Cristiano Sicari, sostenuto dal blocco di centrodestra composto da Fratelli d'Italia e Forza Italia. Infine, a Macerata la competizione elettorale per la guida del municipio vede confrontarsi Sandro Parcaroli per la coalizione di centrodestra e Gianluca Tittarelli, candidato sostenuto dal fronte unito di centrosinistra e Movimento 5 Stelle.
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